L’App Immuni, che doveva essere risolutiva per individuare i contagi e i contagiati, sembra essere stata messa da parte dallo stesso Governo.
A Marzo, un gruppo di esperti ne spiegava l’essenziale utilizzo, “per tracciare i contatti dei contagiati e rallentare la diffusione del virus, usando una tecnologia che abbiamo tutti sempre addosso, i nostri smartphone”.
Google ed Apple avevano promesso di “adeguarsi”, in modo da favorire la diffusione dell’ “applicazione salva vita”. A Giugno, eravamo tutti pronti ad usarla, ad Ottobre scopriamo che non è servita a nulla. E questo non perché ci sia un problema nel funzionamento della App Immuni, ma perché “il Ministero della Salute non ha mai voluto collegare la notifica di contatto con un positivo al diritto a fare un tampone immediatamente”!
Senza contare che qualche medico di base ha voluto proteggere la privacy dei pazienti infetti, negando i loro dati. Dopo che quasi 9 milioni di italiani hanno scaricato la App Immuni, finalmente qualcuno lo dice: il Governo sapeva della mancata comunicazione tra la App, le regioni e le rispettive aziende sanitarie, ma incitava ugualmente i cittadini alla responsabilità civica, che implicava la App!
photo web source: baritoday.itLa App Immuni funzionerebbe davvero, sono se il tracciamento del contagiato fosse automatico e istantaneo, ma nessuno -a quanto pare– è riuscito a renderlo tale e nemmeno a garantire, nel contempo, il rispetto dell’anonimato. Peccato che la tecnologia non sia stata davvero messa a disposizione del bene comune, per una volta. In quest’epoca, sarebbe stato davvero possibile!
Fonte – la Repubblica
Antonella Sanicanti
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