Gli anziani non saranno più soli nelle RSA, grazie a chi “ha alzato la voce per loro” sarà di nuovo possibile un contatto umano.
La Comunità di Sant’Egidio ha dato voce ai tantissimi anziani che, da più di un anno, a causa della pandemia, sono soli nelle loro strutture e non hanno potuto né vedere né riabbracciare i loro cari, nonostante abbiano fatto anche il vaccino. Se da un lato, la politica non se ne interessa, sono altri che gridano per loro.
Anziani ed RSA: un binomio che abbiamo imparato, purtroppo, a conoscere nella prima fase della pandemia. Sono stati loro a pagare il prezzo più caro in materia di vittime, ma sono stati anche i primi a ricevere il vaccino anti Covid. ma poi, tutto è finito lì e nessuno, né politici né istituzioni, si è più ricordato di loro e della loro solitudine.
Nessuno sapeva se era possibile tornare “a riabbracciarli” e nessuno, tantomeno, se ne interessava. A dare voce a questo grido di dolore e solitudine è stata la Comunità di Sant’Egidio che ha, anche sollecitato il Ministero della Salute su tale argomento.
“Nelle prossime ore è prevista un’ordinanza che permetterà lo sblocco delle visite dei familiari nelle Rsa, con la garanzia che siano fatte in tutta sicurezza” – ha dichiarato il sottosegretario alla salute, Zampa. Ma non si può attendere oltre.
Dopo più di un anno, la Comunità di Sant’Egidio ha deciso di documentare “la solitudine degli anziani” nelle RSA, attraverso un’indagine su 237 strutture per anziani. Il 64% chiuse a ogni tipo di visita (anche da parte dei volontari), meno del 50% organizzate per il servizio di video-chiamate, nemmeno il 20% dotate delle ormai celebri “stanze degli abbracci”.
Un dato allarmante se, ripetiamo, si pensa che più del 90% degli anziani ospiti sono vaccinati, anche con doppia dose. Finalmente arriva la svolta: si potrà accedere nelle RSA con lo stesso Green pass che regolerà gli spostamenti nel Paese nei prossimi mesi (certificato di avvenuta guarigione dal Covid, o di avvenuta vaccinazione, o con un tampone negativo nelle successive 48 ore).
Saranno regole uniformi per tutte le Regioni d’Italia e che permetteranno, così, alle persone più fragili, di ritornare a guardare, toccare e riabbracciare i propri familiari. Quell’affetto che, per troppo tempo, è mancato.
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ROSALIA GIGLIANO
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