Mio nonno ha visto Gesù, Cosa gli ha detto?

In un’intensa intervista concessa a Rita Sberna per ‘CristianiToday’ Antonino Sarchiello, agente di spettacolo che gestisce personaggi televisivi ed artisti provenienti da ‘Amici’ e ‘Io Canto’, oltre ad alcuni attori, ha spiegato l’origine della sua fede in Dio e della sua devozione verso Padre Pio.

Sarchiello è nato lo stesso giorno di suo nonno Nino (di cui ha preso anche il nome), il 26 ottobre, e da lui ha imparato a crescere nella fede sin da quando era bambino ed abitava con la famiglia in Germania. Per questo la giornalista siciliana gli chiede di cominciare la sua testimonianza proprio dal racconto della sua infanzia:

“Sin da piccolo sono sempre stato legato all’anima di mio nonno. Sono nato nel suo stesso giorno.

Da bambino mio nonno mi chiamava sempre Nino e io questa cosa non la sopportavo. Tutti i bambini mi chiamavano sempre Tony, e io volevo essere chiamato così anche da lui. Con mio nonno sono cresciuto fino all’età di 14 anni, dal momento in cui lui è andato in pensione, si è trasferito a vivere in Sicilia. Quindi ci vedevamo soltanto una volta all’anno, durante le ferie di agosto”.

Da adolescente Sarchiello è tornato in Italia, qui è stato costretto a crescere prima del previsto quando si è deciso a prendere in moglie la fidanzata per il più classico dei matrimoni riparatori. Nonostante le difficoltà di essere padre a 18 anni, Antonino aveva accettato la sfida con fiducia e perseveranza, ma presto la sua vita si sarebbe complicata ulteriormente per una lite con la famiglia:

“A 17 anni, la mia ragazza rimase incinta e ci siamo dovuti sposare in fretta. Mi sono ritrovato a 18 anni con un figlio, una moglie e tantissime responsabilità alle spalle. Non è stato facile e oggi sposarsi a quell’età è ancor peggio. Il mio primo figlio ha causato questa rottura con la mia famiglia, perché al sud c’è l’usanza di dare il primo nome del proprio padre, al primo figlio maschio. Io non la vedevo una cosa così drastica. Mio papà ha un nome particolare: si chiama Crocifisso. Per mio figlio secondo me, non era tanto idoneo”.

Quattro anni più tardi, nel 2001, il nonno che tanto importante era stato nella sua crescite e che aveva permesso un riavvicinamento tra lui e la famiglia si è sentito male: i medici gli avevano diagnosticato una leucemia fulminante e gli avevano dato solo pochi giorni di vita. Antonino pregò molto affinché suo nonno potesse giungere a Natale, così che avrebbero potuto passare le vacanze insieme in Sicilia. Le sue preghiere furono accolte e lui poté passare le vacanze con il nonno. Una sera questo si è alzato nel cuore della notte, lui, preoccupato che si sentisse male, si è recato in cucina, ma il nonno lo ha tranquillizzato sulla sua salute e gli ha raccontato una cosa che gli avrebbe cambiato la vita:

“Mi disse di aver visto, l’immagine di Gesù, raffigurata nel quadro, animarsi ed andare verso di lui.

Mi raccontò che Gesù, gli aveva messo la mano in testa e gli avrebbe detto che sarebbe rimasto in vita per un anno. In più gli disse, che l’avrebbe accolto fra le sue braccia, ad agosto, quando la famiglia sarebbe stata tutta unita. Io sinceramente, quando mi raccontò quest’accaduto, non gli credei subito e gli dissi che forse era molto stanco. Lui si arrabbiò tanto, proprio perché io (il suo caro nipote) non fui disposto a credergli”.

Nonostante l’incredulità, nonno Nino morì proprio in Agosto e lui non arrivò in tempo per salutarlo un’ultima volta. L’anno successivo Antonino e la moglie decisero di avere un altro figlio e proprio mentre attendevano che i piccoli (la moglie era incinta di due gemelli) nascessero è accaduto un evento che lo ha diretto definitivamente verso la fede in Dio:

“a sera prima, della nascita dei miei figli, ero solo in camera da letto. All’improvviso vidi una luce davanti a me, e mi apparve Gesù insieme a mio nonno e con loro c’era un mio cugino, morto 20 anni fa, con un incidente stradale. Cominciai a prendermi a sberle, volevo capire se stavo sognando o se era tutto reale, ho avuto una paura incredibile. Mio nonno rimase a 2 metri da me, mi disse che il giorno dopo sarei diventato nuovamente padre e che desiderava che io chiamassi i gemellini, invece di Alex e Michael (come avevamo concordato con mia moglie), dargli il nome di Nino e Salvatore. Poi mi disse di non preoccuparmi e dopo di ché la luce scomparve”.

Da quel giorno Antonino prega ogni giorno per alimentare la propria fede e spera che tutti coloro che ancora non capiscono la grandezza dell’amore e del progetto di Dio si ricredano e possano abbracciare Gesù.