“Se io, muoio ti aiuterò dal cielo” per chi erano quelle parole di Anna de Guignè

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:41

Anna de Guignè fu dichiarata Venerabile da Papa Giovanni Paolo II. La sua storia descrive la via di santificazione alla quale era chiamata.

Anna de Guignè Venerabile

Anna, rimasta orfana di padre, si impegnò per cambiare il suo carattere irascibile e prepotente, in dolce e obbediente.

Anna de Guignè nacque il 25 aprile del 1911, da famiglia nobile, nel castello di La Cour, presso Annecy (Francia). La piccola Anna si manifestò, fin da subito, una “leader nata”, attraverso dei comportamenti e delle qualità da tenere ben governati, poiché avrebbero trasformato la bambina in una persona irrimediabilmente capricciosa. La sua vita cambiò con la morte di suo padre, l’eroico generale Jacques de Guignè. Il terribile distacco ha avvicinato la giovane Anna alla grazia e all’amore di Gesù.

“Rivolgiamoci alla Madonna”

Il carattere della giovane Anna cambiò radicalmente, aveva finalmente capito che Gesù è il più grande Amico che ci sia. Lui è infinitamente buono e può tutto. Nei giorni di dolore, Anna si ricordò di Lui e si strinse al suo Cuore Divino, sapendo di poter trovare conforto in Gesù e in sua madre, la Vergine Maria: “Quando le cose vanno male, dobbiamo rivolgerci alla Madonna per trovare conforto”.

Le preghiere per i peccatori

L’impegno della piccola Anna si era poi concentrato sulla conversione dei peccatori. Spesso chiedeva alle suore del convento di Annecy, dove la sua famiglia aveva una residenza invernale, di fornirle i nomi dei peccatori, per i quali pregare. Tra le preferenze di Anna vi erano poi le anime dei “grandi colpevoli”, perché tanto più difficile era il caso, tanto più ella pregava, senza mai perdere la speranza.

La ricerca di perfezione

Crebbe così tanto il suo amore per Gesù, che la piccola Anna ricevette, la Prima Comunione all’età di sei anni. Il suo desiderio di ricevere L’Eucaristia spinse il Vescovo a concedere l’autorizzazione per l’anticipazione del Sacramento. La sua continua ricerca di perfezione verso sé stessa la portava ad annotare le ispirazioni divine che sentiva nel suo cuore: “Io ti voglio più obbediente, non ti voglio più vanitosa. Se rimarrai così a quest’età, che ne sarà di te più tardi? Un bambino disobbediente ai genitori e agli insegnanti, ostinato, invidioso e pigro, servirà male Dio, non farà la sua volontà”.

“Sorella, posso andare dagli angeli?”

Anna morì a undici anni ancora non compiuti. Sul finire del 1921 le viene diagnosticata una malattia cerebrale, con ogni probabilità una meningite. La sua umiltà e la sua fede in Gesù furono attestate dalle sue parole: “Sono stata fedele, Signore? Piccolo Gesù, temo di non essere stata coraggiosa. Non ho pregato abbastanza. […] Cara Sant’Anna, abbi pietà dei miei peccati”. E, con l’innocenza di un bambino, ma pronta all’abbraccio di Dio, chiese a un’infermiera: “Sorella, posso andare dagli Angeli?”. Con queste parole, Anna si preparava a prendere il volo con gli angeli e ad entrare nella vita eterna.

“Ti aiuterò dal cielo”

Undici anni dopo la sua morte, durante l’indagine canonica sulla sua virtù e sulla vita, il suo corpo risultò incorrotto. Il suo apostolato, realizzato in Paradiso, aveva trovato un’anticipazione in quanto detto dalla giovane a una sua amica: “Se io muoio, ti aiuterò dal Cielo”. Nel registro delle visite nella sua stanza, sono infatti molte le testimonianze della sua presenza e del suo costante aiuto. La sua intercessione ha permesso molte guarigioni. Anna de Guignè è stata dichiarata Venerabile nel 1990, dal Santo Pontefice Giovanni Paolo II.

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Fabio Amicosante

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