Angelus, Papa Francesco fa un nuovo appello: «Basta guerre, non si versi più sangue innocente»

Papa Francesco ribadisce la sua preoccupazione per quanto sta accadendo tra Israele e Palestina ed esorta ancora una volta a deporre le armi.

Nel corso dell’Angelus di oggi, domenica 15 ottobre, Papa Francesco commenta il Vangelo odierno e pone l’attenzione su alcuni temi di grande rilievo.

Papa Francesco esorta a deporre le armi tra Israele e Palestina
Papa Francesco (ansa foto)-lucedimaria.it

Gesù racconta una parabola, paragonando il regno dei cieli a un re, che organizza una festa di matrimonio per suo figlio. L’uomo manda a chiamare i suoi servi per prendere parte alle nozze, ma questi rifiutano, e così anche altri che decide invitare.

Allora estende il suo invito ad altri ancora, ovunque siano e riesce a riempire la sala. Ma tra questi, c’è qualcuno che si presenta senza l’abito da cerimonia, e il re lo manda via.

Dio invita tutti noi al “banchetto nuziale”, ma poi ci lascia liberi di decidere

Il Papa spiega come Dio sia un Padre generoso, che invita tutti a condividere la sua gioia, svelando quanto il suo cuore sia grande. Cosa importante da notare, è che Dio non costringe nessuno ad andare, ma invita chiunque, anche se tale modo di fare lo espone alla possibilità di essere rigettato.

Prepara un banchetto, offrendo in modo gratuito di prendere parte a un’occasione di festa. Questo è quello che il Signore prepara per tutti, ovvero un banchetto in cui si possa entrare non solo in Comunione con lui, ma anche tra noi.

Siamo dunque noi i suoi invitati e tale banchetto richiede da parte nostra tempo e coinvolgimento, ossia richiede di accettare l’invito di Dio. Dio, infatti, invita tutti noi ad andare da Lui, ma poi concede il libero arbitrio, lascia gli uomini liberi di decidere se accettare o meno.

Dio non ci propone un rapporto di sudditanza, bensì un rapporto tra padre e figli, «condizionato dal nostro assenso». Dio rispetta molto la nostra libertà.

È dunque importante che per la salvezza, l’essere umano accetti l’invito di Dio. Francesco sottolinea come il Signore si proponga, ma senza mai imporsi. È il no a Dio a essere drammatico. Nonostante i rifiuti, Dio non si arrende, continua a invitare, e infine riesce a trovare chi accetta di seguirlo.

Il Papa cita tutte quelle volte in cui non ci curiamo dell’invito di Dio, perché intenti a pensare solo ai nostri affari. Il Signore, dunque, invita a trovare tempo per Lui, tempo che riesce a rendere il nostro cuore non solo più leggero, ma anche risanato, ricco di pace e di gioia.

Molti credono che dedicare tempo a Dio sia una perdita di tempo, e si chiudono in se stessi, chiudono il cuore. L’invito del Papa è quello di chiedersi come rispondiamo all’invito del Signore e che spazio gli dedichiamo durante le nostre giornate.

Papa Francesco sulla guerra:«Liberate gli ostaggi, deponete le armi»
Papa Francesco (ansa foto)-lucedimaria.it

Guerra Israele-Palestina, nuovo appello di Bergoglio:«Liberate gli ostaggi, deponete le armi»

Il Papa conclude ribadendo la sua preoccupazione per quanto sta accadendo tra Israele e Palestrina: «Ripenso ai tanti, in particolare ai piccoli e agli anziani. Rinnovo l’appello per la liberazione degli ostaggi, e chiedo con forza che i bambini, i malati, gli anziani, le donne, e tutti i civili non siano vittime del conflitto».

Francesco chiede che si rispetti il diritto umanitario, in particolare a Gaza, dove urge garantire corridoi umanitari. Il Papa sottolinea come sia già morta tanta gente e chiede che «non si versi più sangue innocente, né in Terra Santa, né in Ucraina, né in qualsiasi altro luogo.

Invita inoltre a pregare affinché con la preghiera ci si possa opporre al male. Martedì 17 ottobre, infine, Francesco invita i credenti a osservare una giornata di preghiera e digiuno.

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