Angelus 31 agosto, Papa Leone XIV: “La Chiesa sia per tutti una palestra di umiltà”

Papa Leone XIV all’Angelus di oggi ricorda l’estrema importanza dell’umiltà, che indica come la forma compiuta della libertà. 

papa Leone XIV
Papa Leone XIV all’Angelus – lalucedimaria.it

La riflessione di Papa Leone XIV all’Angelus di oggi 31 agosto si è incentrata, come sempre, sul Vangelo del giorno e quindi sul brano in cui viene narrato di quando Gesù è andato a pranzo dai farisei. L’incontro che creano gli eventi conviviali comprende diversi atteggiamenti: quello di chi accoglie e quello di chi è ospite.

Il tema che emerge da questo brano evangelico e che il pontefice ha approfondito è quello relativo all’umiltà che deve essere una virtù fondante dell’essere cristiano. Il Santo Padre ha analizzato questo atteggiamento del cuore e ne ha indicato i tratti distintivi.

Papa Leone XIV all’Angelus parla dell’umiltà come forma compiuta di libertà

Nell’analisi dell’umiltà come voluta da Gesù, Papa Leone ha affermato quanto sia strettamente in relazione al concetto di libertà. Invita a lasciarci scuotere da una parola che mette in discussione le priorità che ognuno porta nel cuore.

piazza san pietro
Piazza San Pietro all’Angelus – lalucedimaria.it

Afferma che l’umiltà “è un’esperienza di libertà“, perché è ad essa che ci chiama Gesù. Il Signore usa il termine “umiltà” proprio “per descrivere la forma compiuta della libertà“. Si tratta della “libertà da se stessi” e specifica che “essa nasce quando il Regno di Dio e la sua giustizia hanno veramente preso il nostro interesse e ci possiamo permettere di guardare lontano“.

Chi si esalta è ben poco sicuro di se stesso, ma chi ha compreso di essere tanto importante agli occhi di Dio, di essere “figlio o figlia di Dio ha una dignità che brilla da se stessa“. Ne consegue che “invece di servirci delle situazioni impariamo a servire“.

L’appello: “La voce delle armi deve tacere”

L’auspicio del pontefice è che la Chiesa sia una palestra di umiltà, dove i posti non vanno conquistati, “dove Gesù può ancora prendere la parola ed educarci alla sua umiltà, alla sua libertà“. Ha concluso la riflessione invocando Maria, la Madre dell’umiltà.

Dopo la recita della preghiera dell’Angelus il pensiero del Santo Padre si è rivolto alla terribile situazione di guerra in Ucraina che continua a seminare morte e distruzione anche in questi giorni con i bombardamenti che hanno colpito diverse città tra cui la capitale Kiev.

Il papa ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione coinvolta e ha invitato a non cedere all’indifferenza ma a farsi prossimi con la preghiera e con gesti concreti di carità. Soprattutto ha voluto rinnovare accoratamente il suo appello per un “cessate il fuoco immediato e per un serio impegno del dialogo“. I responsabili devono rinunciare alla “logica delle armi” e imboccare la via del negoziato. “La voce delle armi deve tacere mentre deve alzarsi la voce della fraternità e della giustizia“.

Attentato in Minnesota, immigrazione, cura del creato

Papa Leone ha rivolto in lingua inglese un pensiero per il terribile attentato in una scuola cattolica avvenuto nei giorni scorsi in Minnesota e ha invocato anche in questo caso la Regina della Pace.

Ha espresso la sofferenza del cuore anche per le più di 50 persone morte e oltre 100 ancora disperse nel naufragio di un’imbarcazione carica di migranti che tentavano il viaggio verso le Isole Canarie. La preghiera del pontefice è affinché “il Signore ci insegni come singoli e come società a mettere in pratica pienamente la sua parola” Ero straniero e mi avete accolto“.

Il Santo Padre non ha poi mancato di ricordare che domani, 1° settembre, ricorre la Giornata Mondiale di preghiera per la cura del creato, istituita 10 anni fa da papa Francesco. Quest’anno ha per tema “semi di pace e di speranza”. Oltre a celebrarla ha voluto prolungarla fino al 4 ottobre prossimo, festa di San Francesco d’Assisi, nello spirito del Cantico di Frate Sole composto dal Santo 800 anni fa. L’impegno è a prendersi cura della nostra “casa comune”.

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