Andrea Orlando, il malato terminale salvato dalla generosità dei compaesani

Andrea Orlando, il malato terminale salvato dalla generosità dei compaesani
Andrea Orlando, malato terminale aiutato dai compaesani

Quella di Andrea Orlando Fratto è una storia che porta con se un bellissimo messaggio d’amore: ammalatosi di Sarcoma (tumore ai tessuti molli) aveva bisogno di una costosa operazione, interamente pagata dalla generosità dei suoi compaesani di Soverato (Catanzaro). Quando la diagnosi infausta è stata pronunciata, Andrea Orlando stava svolgendo la sua vita come tanti altri ragazzi della sua età, lavorando e sognando un futuro in cui avrebbe gestito un’attività propria. La scoperta della grave malattia è stata una batosta, ma né lui né i suoi parenti si sono abbattuti e da quel giorno si sono impegnati una raccolta fondi attraverso l’Onlus ‘Orlando il guerriero. I paladini della speranza‘.

La necessità di un simile impegno è nata quando si è scoperto che Andrea Orlando aveva bisogno di un’operazione delicata che poteva essere fatta solo negli Stati Uniti, dove opera lo specialista giapponese Kato Tamoaki, e che sarebbe costata 300.000 euro, una somma che né la sua famiglia né i suoi amici avrebbero potuto raccogliere. Così tutti insieme hanno cominciato ad organizzare eventi di vario genere per stimolare la generosità dei compaesani ed alla fine sono giunti alla cifra necessaria all’operazione. L’intervento si è tenuto ieri ed è andato per il meglio, adesso si deve semplicemente attendere che il “Guerriero” recuperi le forze per tornare nel suo paese.

Il raggiungimento della quota ed il bel ringraziamento di Andrea Orlando

Poco prima di partire alla volta degli Stati Uniti e sottoporsi alla delicata operazione Andrea Orlando ha voluto ringraziare attraverso il proprio profilo Facebook tutti coloro che lo hanno aiutato: “Provengo da una famiglia umile fatta di gente semplice. Questa è una delle mie fortune. Vengo da un paese semplice e piccolo, fatto da pochi abitanti e abito in una splendida cittadina turistica e bellissima, fatta di bella gente e di semplicità: questa è un’altra mia fortuna. Ho lavorato sempre nella ristorazione, cameriere e barista, lavoro semplice e umile, questa è un’altra mia fortuna” si racconta il malato terminale che poi aggiunge: “Ora tanti dicono o mi scrivono che sono sfortunato per la malattia che mi ha colpito, ma avete letto sopra quanta fortuna ho avuto?! Guardate la solidarietà della mia terra! Guardate l’amore di tutto il comprensorio! Guardate l’impegno e l’amore che ognuno di voi ha nei miei riguardi! Guardate cosa sta succedendo, la gente non sa più cosa inventarsi per aiutarmi! Vi sembro sfortunato?! No! Sono la persona più fortunata del mondo!”.

Luca Scapatello