Amy Barrett, candidata alla Corte Suprema Usa attaccata perché cattolica

Donald Trump ha nominato Amy Coney Barrett come candidata alla Corte Suprema Usa. Ma il fatto che sia cattolica fa infuriare i benpensanti. 

Amy Coney Barrett – photo web source

La Barret è candidata a prendere il posto della giudice Ruth Bader Ginsburg. Si tratta della terza nomina di Trump in quattro anni di mandato, ufficializzata in una cerimonia di grande significato in cui Trump ha sottolineato le grandi qualità della Barrett, il suo eccellente curriculum e la sua lealtà alla Costituzione.

La speranza del movimento pro-life in Amy Coney Barrett

All’evento era presente anche la famiglia della donna, e davanti a loro ha anche affermato che si tratta di una “madre profondamente devota“, con “un incredibile legame con il suo figlio più piccolo, con la sindrome di Down”. La Barrett infatti oltre a essere cattolica è anche madre di sette figli, di cui due adottati ad Haiti.

Il movimento pro-life vede in Amy Coney Barrett la migliore candidata alla Corte Suprema. Dall’altro lato, invece, per i gruppi abortisti si tratta di fumo negli occhi, tanto da generare incredibile astio e da fare scatenare ogni malvagità del mondo “politicamente corretto“, che ha provato in ogni modo a mettere in cattiva luce la donna. In particolare, perché cattolica.

Amy Coney Barrett con la sua famiglia numerose e il presidente Trump – photo web source

Il memorabile discorso ai laureandi della Notre Dame Law School

In un discorso ai laureandi della Notre Dame Law School, nel 2006, spiegò che questi avrebbero dovuto “sempre tenere a mente che la vostra carriera legale non è che un mezzo per arrivare a un fine”. Quel fine, spiegò, “è costruire il regno di Dio“. La stessa Barrett firmò un documento indirizzato in Vaticano ai Padri Sinodali del Sinodo sulla Famiglia del 2015.

Nel documento si ricordava ai religiosi temi come il “valore della vita umana dal concepimento alla morte naturale”, la “complementarità di uomini e donne”, “l’apertura alla vita e il dono della maternità” e infine il “matrimonio e la famiglia fondati sull’impegno indissolubile di un uomo e una donna”.

People of Prays, gruppo di preghiera ecumenico descritto come “setta”

Uno dei punti maggiormente citati negli attacchi alla Barrett riguarda l’appartenenza al gruppo “People of Praise“, e in Italia si è parlato addirittura di “una sorta di setta” o di una “oscura associazione religiosa”.

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La verità è che People of Praise è semplicemente un gruppo carismatico che esiste dal 1971, e che riunisce cattolici e protestanti con finalità ecumeniche. Qualcosa di molto distante dai pericolosi gruppi settari descritti dai media internazionali, con motivazione evidentemente molto strumentali e estremamente faziose.

La Barrett viene attaccata per essere contro l’aborto

Uno dei grandi motivi per cui la donna viene attaccata è che sia contro l’aborto, e che in qualche modo sia destinata a prendere il posto del grande compianto giudice conservatore Antonin Scalia, con il quale la donna ha peraltro collaborato all’interno dello stesso studio. E dimostra come ormai l’intolleranza verso i cristiani sia arrivata a tal punto da fare considerata la fede come una caratteristica da discriminare.

La sua nomina, in ogni caso, porterebbe al risultato di sei giudici conservatori contro tre progressisti all’interno della Corte. Che significa che se i democratici dovessero vincere le elezioni avrebbero contro la Corte Suprema. “Un giudice deve applicare la legge com’è scritta”, ha tuttavia spiegato la donna durante la presentazione con il presidente americano Trump. In quanto “un giudice non è un legislatore”.

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Le parole dell’Arcivescovo emerito di Philadelphia Charles Chaput

“La storia della vita della signora Barrett suggerisce che lei crede veramente e cerca di vivere ciò che insegna la sua fede cattolica. Peggio ancora, è intelligente, una profonda conoscenza della legge e un eccellente curriculum come giurista. In altre parole, è un incubo per un certo tipo di tribù politica”, ha scritto l’Arcivescovo emerito di Philadelphia Charles Chaput.

“Il disprezzo per le convinzioni religiose ben definite, specialmente quelle cattoliche, è un virus che circola. Sembra contagiare un certo numero di senatori democratici”. Le parole delle opposizioni, ha spiegato il religioso, mostrano che “se sei il tipo di cattolico che cerca di disciplinare la propria vita attorno alle credenze cattoliche riguardanti il ​​matrimonio e la famiglia, la libertà religiosa, il sesso e l’aborto” ciò diventa un problema. Si viene catalogati quasi come “pazzi”.

Gli attacchi alla Barrett sono attacchi alla libertà religiosa

“In un’epoca sana, questo tipo di attacchi, più appropriati al muro di un bagno che a un discorso a una nazione, sarebbero visti come ripugnanti, ha duramente affermato il religioso. “L’ostilità odierna verso coloro che sostengono l’insegnamento cattolico dovrebbe riguardare ogni cattolico praticante e chiunque apprezzi il Primo Emendamento”, ha tuttavia messo in guardia però in conclusione Chaput.

“Posizionare i cattolici dissenzienti come “americani tradizionali” e i cattolici credenti come “estremisti” – ora una tecnica di guerra culturale comune e completamente disonesta – è un affronto particolare al libero esercizio della religione”, oltre che “un presagio di futuri attacchi alla Chiesa stessa e a qualsiasi cattolico che mantiene la sua duratura testimonianza morale”. 

Giovanni Bernardi

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