Alcune delle strategie occulte che il demonio usa per strapparti l’anima a Dio.

Dire che il demonio possa indurre l’uomo in tentazione, al peccato, è esatto ed è certo, ma, se cadiamo nel comportamento proposto dal demonio, la responsabilità è anche nostra, della poca fermezza che abbiamo nel respingere la condotta sbagliata.
E, a quel punto, il senso di colpa, che deriva dalla nostra situazione impura, è un’ennesima trappola, che vorrebbe farci allontanare dal credere alla Misericordia di Dio, alla sua comprensione, al suo perdono senza fine.
Giovanni Paolo II diceva: “Ogni uomo, oltre che dalla propria concupiscenza e dal cattivo esempio degli altri, è tentato anche dal demonio e lo è ancor più quando meno se ne avvede.”. “Quante volte, con leggerezza, egli cede alle fallaci lusinghe della carne e del maligno e sperimenta poi amare delusioni!”.
Satana deve aver pensato, sin da sempre e meticolosamente, che, siccome non si può impedire che i cristiani ascoltino la Parola di Dio o vadano alla Santa Messa -cosa che avrebbe costretto, lui e gli altri demoni, ad esporsi alla luce del sole o a quella della verità, si poteva, perlomeno, distrarli con delle tentazioni del mondo, pensate ad hoc: la moda, il cibo, il divertimento, il sesso senza impegno, lo sperpero. E si poteva anche rendere l’uomo angosciato e ansioso per il tempo che passa inesorabile.
L’essere umano, poi, reso “uno che lotta” contro il tempo, non avrebbe riservato, al Signore, il giusto spazio, avrebbe smesso di pensare a lui in continuazione, di invocarlo prima di ogni decisione. Avrebbe anche tolto spazio e affetto alla sua famiglia, ai figli, agli amici.


Il tempo dell’uomo sarebbe stato impiegato solo per se stesso, per la sua carriera, per appagare i suoi egoistici bisogni e per null’altro.
Trascurando tutto e tutti, amici e figli, avrebbe disgregato la sua famiglia e commesso anche adulterio e così via …
Un’idea davvero funzionante e, soprattutto, realizzabile, con pochi accorgimenti e molte messe in scena, quelle a cui, tutti noi, difficilmente sappiamo resistere.