Padre Luigi Maccalli, rapito sei mesi fa, è vivo! Il video che lo testimonia

    Padre Pier Luigi Maccalli, missionario italiano della Società delle Missioni Africane sequestrato in Africa il 18 settembre 2018, sarebbe vivo.

    Rapimento padre Maccalli
    (Screenshot Video)

    In questi anni sono stati pubblicati continui appelli per non fare cadere l’attenzione sul suo rapimento, e ora finalmente è arrivata la bella notizia. Lo dimostra un breve video di 23 secondi arrivato in Niger, al giornale on-line “Air Info Agadez”. Nel filmato si vedono due ostaggi italiani nella parrocchia di Bomoanga, tra Niger e Burkina Faso, dove il sacerdote operava.

    L’impegno di padre Maccalli

    L’impegno del religioso infatti, con la Missione di Bomoanga, è quello di evangelizzare la popolazione e di occuparsi di promozione umana, contrastando le pratiche più feroci nell’area, come ad esempio l’escissione o la circoncisione. E di impegnarsi per sconfiggere la povertà radicata, combattere i problemi di salute e igiene, oltre all’analfabetismo diffuso, dovuti anche alla carenza di strutture educative o sanitarie.

    Dopo essere tornato in Italia per una breve vacanza, al suo rientro in Africa padre Maccalli è incappato nel triste evento. I due sarebbero stati rapiti da jihadisti. Insieme a padre Luigi nel video c’è infatti un altro italiano, che nelle poche parole pronunciate afferma di chiamarsi Nicola Chiacchio, che si pensa essere un turista sequestrato in Mali. Lo stesso fa padre Luigi, che dice solamente: “Mi chiamo Pier Luigi Maccalli, di nazionalità italiana, oggi è il 24 marzo”.

    Un ospedale africano (sourceweb)

    Chi è padre Maccalli

    Maccalli, originario della Diocesi di Crema e missionario già in Costa D’Avorio per molti anni, oggi ha 59 anni ed è stato rapito nella notte tra il 17 e il 18 settembre 2018, da terroristi islamici, che si pensa possano provenire dal Mali o dal Burkina Faso.

    John Arokiya Dass, missionario indiano che conosceva padre Luigi, parlava così all’agenzia Agi: “Il 7 settembre Gigi era rientrato a Niamey dalla vacanze in Italia e il 12 a Bomoanga dove, il giorno dopo, avevamo già programmato l’anno pastorale 2018-19. Domenica 16 settembre, di ritorno da una missione, io ho avuto una crisi di malaria e lui si è preso cura di me. Il 17 sera – proseguiva padre John – dopo aver celebrato la messa è tornato per farmi mangiare”.

    Il racconto su padre Maccalli

    L’indiano prosegue poi dicendo: “Mi ha chiesto di riposare ed è rientrato nella sua stanza. Intorno alle 21.30 ho sentito gente entrare nel nostro campus, urlando e ululando, ma ho pensato che fosse qualche posseduto portato da lui per la guarigione. Ho sentito Gigi che ripeteva ‘sortez, sortez’, dopo di che ho sentito degli spari. Poco dopo il nostro cuoco mi ha chiamato per dirmi che Gigi era stato rapito e mi ha chiesto di non uscire dalla mia stanza. Ho iniziato a chiamare per informare sull’accaduto, il giorno dopo mi è stato chiesto di stare in una delle case dei parrocchiani nel villaggio”.

    maccalli
    Un frame del video – sourceweb

    La bella notizia purtroppo si inserisce in una serie di altri rapimenti che si sono verificati nell’area, quella della regione del Sahel, di persone italiane. Soltanto il 14 marzo scorso sono stati rilasciati in Burkina Faso il giovane italiano Luca Tacchetto con la sua amica canadese Edith Blais, rapiti in precedenza il 16 dicembre 2018, quindi solamente il giorno prima del rapimento di padre Maccalli.

    Giovanni Bernardi

    Fonte: repubblica.it

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