I fatti seguenti sono noti. Le forti piogge hanno reso quella grotta una vera e propria trappola per topi lasciando il mondo appeso per le sorti dei malcapitati. Dopo dieci giorni e dieci notti nel ventre oscuro della terra nella grotta i 12 coraggiosi ragazzini ed il loro allenatore, iniziavano a perdere le speranze, la pazienza e soprattutto le forze. Poi qualcosa è cambiato ecco il racconto di uno di quei piccoli eroi.
“Non c’era niente da poter fare, niente che potesse mutare le cose. Potevamo solo pregare.
Adul Sam-on è nato nel Wa, regione semi-autonoma tra Birmania e Cina tristemente conosciuta per le continue guerriglie per la coltivazione dell’oppio e quindi per il conseguente traffico di metanfetamine. Giunto in Thailandia a 7 anni con la propria famiglia, che era alla ricerca di migliori condizioni di vita, ha immediatamente iniziato a frequentare un centro culturale e di accoglienza cristiano. La formazione ricevuta in questi 7 anni si rivelerà fondamentale nella risoluzione di quella che poteva essere una vera tragedia. Infatti, nonostante la tenera età, Adul parla correttamente inglese, thailandese, birmano, mandarino e wa e solo grazie a questo è stato in grado di guidare i sub inglesi nelle operazioni di recupero. E’ un talentuoso calciatore di 14 anni del Moo Pa, studente esemplare del Compassion, che nutre, come ogni suo coetaneo i suoi sogni: diventare medico e poter vestire la maglia del Chiang Rai United Club. Sa suonare egregiamente sia il piano che la chitarra. Il suo status di apolide, senza certificato di nascita, passaporto e carta d’identità, non gli permetterà, in Thailandia, di contrarre matrimonio, di votare, di intestarsi alcuna proprietà o conto bancario. Ciò nonostante Adul è certo, grazie al sostegno della Chiesa di poter dire qualcosa di importante nella sua vita proprio per la sua smisurata fede in Dio.
“Questa esperienza sia d’insegnamento a tutti i cristiani di quanto sia importante avere speranza e confidare in Dio, e nella preghiera unitaria”, le parole del reverendo Janepiriyaprayoon. “Crediamo che Adul sia stato uno strumento del Signore Dio e lo abbia usato per parlare in inglese con i soccorritori. Abbiamo sperimentato la potenza delle preghiere. La nostra vita, la nostra fede e il nostro amore sono stati ravvivati e rafforzati”.
C’è ben poco da aggiungere a queste parole, la preghiera fatta con fede è uno dei mezzi più potenti a nostra disposizione che troppo spesso dimentichiamo o non sappiamo utilizzare.
“se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” (Gv 17, 20)
CS
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