Cos’è l’Adorazione Eucaristica

L’Adorazione è un culto, vero e proprio, dovuto solo a Dio.
E’ Gesù stesso a testimoniarlo quando, alle tentazioni di Satana nel deserto, rifiutò di adorare il demonio: “Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”. Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”.
L’Adorazione Eucaristica è una forma di preghiera che sollecita i cristiani alla comunione con il loro Dio.

Gesù Cristo Dio, nella sua ultima Cena con gli Apostoli, rivelò che il pane dell’altare sarebbe diventato il suo Corpo, il cibo per i credenti che avessero voluto professare quel mistero.
Così, ogni volta che il sacerdote pronuncia le parole della consacrazione dell’ostia, permette che Cristo Dio sia presente realmente nel Santissimo Sacramento. Essendo Gesù Cristo, vero Dio (e vero uomo), presente nell’Eucaristia, gli si deve adorazione.
Allora, il pane consacrato nell’Eucarestia, il Corpo vivo del Cristo, viene esposto nell’ostensorio, sull’altare. Dinanzi ad esso, non possiamo che rendere devotamente omaggio.
Gli occhi fissi alla luce, che emana ipnotica dal biancore dell’ostia, ci rende miti e sereni, ci proietta e ci trasporta nella dimensione spirituale che ci collega, in comunione, al Signore.
Dimentichiamo cosa eravamo, prima di entrare in chiesa, le nostre angustie di giornata, in un sol colpo, come se non potessimo fare altro che cadere in ginocchio, disarmati di tutte le avversioni che ci confondono il cuore e le avversità.
Sentiamo che, nel silenzio dell’ascolto, il Signore fa pulizia nella nostra anima; la libera da tutto quello che non è necessario alla nostra salvezza, alla comprensione di chi dovremmo essere, per volere del Creatore.
Così, riusciamo a permettere che quello spazio sia riempito da Cristo, che vive in noi e per noi.

Assaporiamo la pace che tanto cercavamo e, quasi, non osiamo proferire parola, nemmeno in preghiera, perché rimanere, li, in adorazione è già sufficiente a capire il mistero del Dio presente e annuire al suo messaggio.

La prima Adorazione Eucaristica

La cultura dell’Adorazione Eucaristica ebbe inizio nei Monasteri, specie di clausura.
Ufficialmente cominciò ad Avignone (Francia) l’11 Settembre del 1226, quando si volle ringraziare Dio, per le vittorie contro i Catari, ritenuti eretici e pericolosi.
Fu il Re Luigi VII di Francia a chiedere, in quell’occasione, che l’Eucaristia venisse esposta nella Cattedrale della Santa Croce d’Orleans.
Accorsero un numero inaspettato di fedeli devoti, ansiosi di continuare a pregare per la pace tra i cristiani. Così, il Vescovo del luogo, Monsignor Pierre de Corbie, decise di rendere perpetua quell’adorazione.
Chiese, pertanto, il permesso a Papa Onorio III e quell’adorazione perdurò fino alla Rivoluzione francese, al 1792.

L’Adozione perpetua

Si annoverano molti episodi, nella storia della chiesa, in cui il Santissimo Sacramento è stato, o lo è ancora, esposto in maniera perpetua.
In America Latina è la comunità dei Missionari di Nostra Signora del Santissimo Sacramento, il cui fondatore è Padre Patricio Hileman, che porta avanti la particolare iniziativa, suggerita anni fa da Papa Giovanni Paolo II: istituire uno spazio (il Santo Papa auspicava uno per ogni parrocchia) per l’Adorazione perpetua, dove l’esposizione nel Santissimo Sacramento permettesse visite senza interruzione, giorno e notte.
In America Latina ne esistono già 950 e sono molte le persone che attestano che, questa modalità di preghiere, sia molto efficace.
In Francia, la chiesa benedettina Madre Mectilde del Santissimo Sacramento, su richiesta di Padre Picotte, fu fondata il 25 Marzo del 1654 proprio a questo scopo.
Negli Stati Uniti le Sorelle Francescane dell’Adorazione Perpetua pregano, in questa maniera, da ben più di 128 anni, dalle ore 11:00 del mattino del 1º Agosto del 1878.
Ricordiamo che, specialmente durante i giorni del Triduo Pasquale, ma anche in particolari momenti dell’anno liturgico, in diverse parrocchie, si praticano le Quarantore, un periodo di tempo in cui il Santissimo Sacramento rimane ininterrottamente esposto, perché i devoti gli facciamo “compagnia”.
Il 2 Giugno del 2013, Papa Francesco fu artefice, per la prima volta nella storia della chiesa e dell’umanità, di un evento molto significativo, in merito: indisse, per le ore 17.00 (secondo l’ora italiana), un’Adorazione Eucaristica universale, a cui invitò ogni cristiano del pianeta.
Fu quello un evento particolarissimo, che unì i fedeli di tutto il mondo, in un solo coro di inni, canti e preghiere al Signore Dio, presente veramente nell’Eucarestia e in mezzo al suo popolo.