Abusi sessuali, i vescovi statunitensi: “risolveremo così”

Abusi sessuali

Questo mercoledì la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha diffuso i 4 punti da intraprendere per rispondere alla crisi attuale, generata dallo scandalo degli abusi sessuali in Pennsylvania.

L’inchiesta che ha portato alla luce gli abusi sessuali perpetrati dai sacerdoti statunitensi sui minori in Pennsylvania per decenni (il secondo scandalo di queste dimensioni dopo quello di Boston) ha evidenziato ancora una volta la crisi di vocazione che la Chiesa cattolica sta vivendo in questi anni. In seguito alla divulgazione sulla stampa mondiale dello scandalo, i vescovi facenti parte della Conferenza Episcopale statunitense si sono incontrati più volte con il Santo Padre al fine di stabilire il percorso da seguire per far sì che simili episodi non si ripetano e che le vittime degli abusi ricevano finalmente giustizia.

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Abusi sessuali: i quattro punti della Conferenza Episcopale statunitense per superare la crisi

Il primo risultato concreto degli incontri tra i vescovi americani e papa Francesco consiste nell’aver stabilito i quattro punti fondamentali per ristrutturare il sistema di controllo e denuncia interno alla diocesi americana, l’applicazione di queste nuove regole sarà solo il primo passo di una vera e propria rivoluzione all’interno della Diocesi americana. Una volta messi in atto i cambiamenti, sarà infatti necessario che le diocesi stabiliscano un contatto diretto con la comunità, verranno ascoltate le testimonianze delle vittime e dei loro familiari al fine di poter dare una mano alle indagini, fare ammenda per le proprie colpe e ristabilire la giustizia.

Ecco i quattro punti che si trovano nel comunicato pubblicato dai vescovi americani mercoledì scorso, così come riportati sul sito d’informazione cristiana ‘Aleteia‘:

-Approvazione dell’istituzione di un sistema di segnalazione di terze parti che riceverà in modo confidenziale, telefonicamente e online, le denunce di abusi sessuali ai danni di minori da parte di un vescovo e di molestie sessuali o cattiva condotta nei confronti degli adulti da parte di un presule, girando queste denunce all’autorità ecclesiastica idonea e, come richiesto dalla legge, alle autorità civili.

– Instruzione del Comitato della USCCB sugli Affari Canonici e la Governance della Chiesa per sviluppare proposte relative a politiche sulle restrizioni ai vescovi rimossi o che hanno rinunciato per via di accuse di abusi sessuali su minori o molestie sessuali o cattiva condotta nei confronti degli adulti, includendo seminaristi e sacerdoti.

– Avviamento del processo di sviluppo di un Codice di Condotta per vescovi relativo all’abuso sessuale di minori, molestie sessuali o cattiva condotta nei confronti di adulti o negligenza nell’esercizio del loro ufficio in relazione a questi casi.

– Supporto a un’indagine complessiva sulla situazione che ruota intorno all’arcivescovo McCarrick, includendo le accuse di aggressione a minori, sacerdoti e seminaristi, così come qualsiasi risposta a queste accuse. Un’indagine di questo tipo dovrebbe avvalersi di laici esperti in campi rilevanti, come forze dell’ordine e servizi sociali.

I punti sopra elencati riprendono quelle che sono state le considerazioni del Santo Padre all’indomani dello scandalo in Pennsylvania. Chiaro quindi come la ristrutturazione della Chiesa Cattolica americana sia solo il primo passo verso l’applicazione di questa nuova struttura all’interno di tutto il Vaticano, nella speranza che questo sia l’inizio di un futuro differente, in cui la giustizia nei confronti delle vittime sia il primo obbiettivo di tutti.

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Luca Scapatello