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365 giorni con Maria: 21 luglio. Rinchiusi e gettati in mare sono condannati a morire, si salvano miracolosamente

Tentano in tutti i modi di salvare l’immagine della Madonna nascondendola in un baule, purtroppo però anche loro vengono rinchiusi nel baule insieme all’icona. 

Mentre sono in corso le persecuzioni iconoclaste a Costantinopoli, due monaci vengono crudelmente gettati in mare.

365 giorni con Maria, 21 luglio (photo web source)

Sono condannati a morte certa, ma succede l’incredibile: il baule approda a Messina, e i monaci ne escono miracolosamente incolumi.

L’immagine sacra ritrovata vicino Latina

I due, scaraventati nelle acque credono di essere rimasti dentro il forziere al massimo per un paio di ore. Sono invece passati incredibilmente due mesi. Dopo l’arrivo a Messina, l’icona è trasportata nel duomo cittadino. Un giorno però, all’improvviso, scompare. Di quell’effige non rimane traccia per alcuni anni. Dopo dei quali, però, la stessa immagine viene prodigiosamente ritrovata da un pastore sul Monte Civita, nella cittadina di Itri, in provincia di Latina.

L’uomo, che custodisce alcuni animali, ha disperso il suo figlioletto e comincia a cercare in ogni anfratto. Arrivata la notte si ritira nel suo pagliaio, e nemmeno lì c’è traccia del povero bambino. Uscendo di nuovo dal pagliaio, vede però una quercia che sta prendendo fuoco, e rischia di incendiare tutto il bosco. Così accorre per spegnere l’incendio.

Incastonato tra i due rami della grossa quercia vede questo quadro nel quale è raffigurata la Vergine a mezzo busto che tiene al seno il suo Figlio, Gesù. La quercia, infatti, è irradiata non solo dalle fiamme del fuoco ma anche da una luce tutta particolare. Lì, sotto quella luce, sta accasciato il giovane, che in ginocchio sta in adorazione di Maria Santissima.

Il miracolo dell’incendio spento

Vista questa immagine celestiale il pastore, dopo avere spento l’incendio e recuperato il giovane, accorre con l’immagine al suo pagliaio, prende una coppa di legno e vi pone dell’olio, formando uno stoppino e accendendovi una lampada per posizionarla sotto all’effige. La lampada resta accesa per un mese.

Il pastore che ritrova l’immagine è un uomo sordomuto. Che nel momento, però, è graziato dalla Madonna e ritrova immediatamente la parola e l’udito. La mattina seguente accorre per il paese a testimoniare a tutti e a gran voce il miracolo avvenuto. Attorno a quella miracolosa sorge così un Santuario, la cui prima consacrazione riposta al lunedì di Pentecoste del giugno 1491.

Le visite dei Papi al Santuario di Itri

Il Santuario mantiene uno stretto rapporto con il dogma dell’Immacolata Concezione. Il 10 febbraio 1849 Papa Pio IX, esule a Gaeta, visita il Santuario della Civita confermando la sua intenzione di proclamare il dogma dell’Immacolata Concezione, come avviene nel 1854. 140 anni dopo è San Giovanni Paolo II, il 29 giugno 1989, a recarsi al Santuario della Civita per incontrare gli ammalati durante la sua pastorale all’arcidiocesi di Gaeta.

Il culto della Madonna della Civita ad Itri oggi si distingue per essere uno dei più sentiti dai cittadini del basso Lazio. La consapevolezza di essere stati scelti dalla Madonna è motivo di grande fierezza per il popolo itrano.

Santuario Madonna della Civita – photo web source

Preghiera alla Madonna della Civita

O Maria,

Madre di Gesù Redentore e Madre della Chiesa,

che in questo Santuario della Civita

dispensi, con la materna intercessione,

innumerevoli doni di grazie

a quanti ricorrono a Te,

accogli la mia fervida supplica.

A Te affido e abbandono il mio cuore

e l’anima mia

quanto sono e quanto raccolgo

con il mio operare e il mio soffrire.

Rendimi saldo alla fede,

incrollabile nella speranza,

ardente nell’amore,

generoso nel soffrire,

abbandonato alla Volontà di Dio.

Fa’ di me un autentico figlio della Chiesa,

un testimone del Vangelo nel mondo,

uno strumento di salvezza per i fratelli.

Che io sia sempre più immerso

nell’amore del Signore Gesù,

con lo Spirito Santo,

nel cuore del Padre. Amen.

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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