Preghiera di oggi 21 luglio alla Madonna della Civita

La Madonna operò una guarigione miracolosa e non solo, ciò che accadde ai due monaci rinchiusi per due mesi in un baule, è da non credere.

Madonna della Civita
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Mentre erano in corso le persecuzioni iconoclaste a Costantinopoli, dove si tacciava di eresia chiunque avesse venerazione per le immagini sacre, due monaci tentarono di salvare un’immagine della Madonna, nascondendola in un baule.

Purtroppo però i due monaci furono scoperti e chiusi nel baule, insieme all’immagine, poi gettati in mare. Il baule approdò fortunosamente a Messina, dopo due mesi, e i monaci ne uscirono inspiegabilmente incolumi.

Maria salva dalle acque e appare ad un sordomuto

I due, pur se sospinti dalle acque per lungo tempo, credettero inspiegabilmente di essere rimasti lì dentro solo per un paio di ore.

All’arrivo, a Messina, l’icona venne trasportata nel duomo cittadino. Un giorno però, all’improvviso, sparì. Di quell’immagine non rimase traccia per vari anni. Passato molto tempo, l’immagine fu prodigiosamente rinvenuta da un pastore sul Monte Civita, nella cittadina di Itri, in provincia di Latina.

L’uomo, che pascolava delle mucche, non trovando più il figlioletto, iniziò a cercare in ogni dove, e giunta la notte si ritirò nel suo pagliaio. Uscito di nuovo dal pagliaio nella speranza di ritrovare il figlio, notò però una quercia arsa dalla fiamme, le quali rischiavano di incendiare tutto il bosco. Così, intervenne per spegnere l’incendio.

Una luce sconosciuta appare nella notte

Arrivato sul luogo, notò che, incastonato tra i due rami della grossa quercia, c’era un quadro con sopra raffigurata la Vergine che teneva al seno il suo Figlio, Gesù.

La quercia era tutta irradiata non soltanto da fiamme di fuoco ma anche da una luce sconosciuta. Sotto quel bagliore era inginocchiato il figlio del pastore, in adorazione davanti a Maria Santissima.

Contemplata quell’immagine celestiale il pastore, estinto l’incendio e recuperato il giovane, corse al suo pagliaio con l’immagine, poi prese una coppa di legno e vi pose dell’olio, formando uno stoppino e accendendo quindi una lampada per metterla sotto l’effigie. La lampada restò miracolosamente accesa per un mese.

Il pastore era un sordomuto ma, nel momento del ritrovamento dell’immagine, fu graziato dalla Madonna e ebbe di nuovo l’uso della parola e dell’udito. La mattina seguente accorse per il paese a testimoniare a tutti e a gran voce il miracolo avvenuto. Attorno a quella miracolosa sorse così un Santuario, la cui prima consacrazione riposta al lunedì di Pentecoste del giugno 1491.

Preghiera alla Madonna della Civita

O dolcissima Madre di Dio, Maria,
tu che hai cura di tutti i tuoi figli,
e che fai scendere la benedizione di Dio
su chi ti ama e ti è devoto,

dona anche a noi, che ti doniamo il nostro cuore,
la tua materna protezione.

Come salvasti i due monaci dalle onde,
i quali volevano portare al sicuro una tua immagine,
concedici di trovare nella tua dolcezza di Madre di Dio e nostra,
il ristoro delle nostre anime.

Tu, o Maria, sei il Roveto ardente che non brucia,
la fiamma dell’amore di Dio che mai si estingue.

Rinfranca o Maria, te ne preghiamo,
i nostri cuori.
Aprili al vero amore e all’ascolto del prossimo,
cosicché possiamo intessere le tue lodi
e quelle della gloria di Dio,
rendendogli grazie per i tanti benefici
di cui ci avete ricolmato.
Ave Maria
Amen

Elisa Pallotta

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