365 giorni con Maria: 17 maggio. La Vergine qui lascia un segno incredibile nella storia della cristianità

In un particolare periodo storico la persecuzione contro i cattolici sta infuriando in Giappone, e molti credenti devono nascondersi.

La Vergine darà un segno straordinario per tutti coloro che continuano ad avere fede.

Non lascia solo il martire condannato
365 giorni con Maria, 17 maggio (photo web source)

La Madonna di Otome Toghe è al centro di una vicenda che ha lasciato un segno indelebile nella storia cristiana: quella dei martiri giapponesi.

Una fede salda e certa in Maria

Tramandandosi in maniera furtiva alcuni piccoli segni di fede, come qualche immagine o qualche crocifisso, aspettando per anni la visita di un sacerdote che possa confessare o dare la Comunione.

La fede di quei cristiani giapponesi, nella privazione, continua ad ardere con grande forza e onore, dando così enorme luce alla storia del cristianesimo, scrivendo una pagina memorabile che dura per sempre. La dura caccia al cristiano è, infatti, iniziata alla fine del Cinquecento, e cessa in maniera definitiva vent’anni dopo quella data.

Nella città di Tsuwano, poco distante da Hiroshima, nel 1869 vengono arrestati 253 cristiani giapponesi. Sono brutalmente torturati e uccisi solo per la loro fede. A uno di loro però accade un fatto miracoloso.

Il miracolo all’interno della cella

Appare la Madonna, “Marya-sama”, all’interno della sua cella. Una stanza alta e larga un solo metro, dove l’uomo rimane per ben otto giorni. La Vergine resta con lui per tutta la sua ultima notte, confortandolo, prima che arrivi la sua triste esecuzione.

Tuttavia riesce a raccontare l’evento prodigioso al suo compagno di sventura, Domingo Fukahori, e su quel luogo oggi sorge uno splendido santuario, chiamato “Otome Toghe”, il “Sentiero della Vergine”.

Non lascia solo il martire condannato
Cappella Madonna di Otome Toghe – photo web source

Preghiera alla Madonna di Otome Toghe

Santa Maria, Vergine della notte, noi t’imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore, irrompe la prova, sibila il vento della disperazione, o il freddo delle delusioni o l’ala severa della morte.

Liberaci dai brividi delle tenebre. Nell’ora del nostro calvario, Tu, che hai sperimentato l’eclissi del sole, stendi il tuo manto su di noi, sicché, fasciati dal tuo respiro, ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati. Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo. Preserva da ogni male i nostri cari che faticano in terre lontane e conforta, col baleno struggente degli occhi, chi ha perso la fiducia nella vita.

Ripeti ancora oggi la canzone del Magnificat, e annuncia straripamenti di giustizia a tutti gli oppressi della terra. Se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto. E sveglieremo insieme l’aurora.

Amen

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