12 anni, ecco la mia risposta alla morte

 

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Il 23 ottobre è occorso l’anniversario (il 14esimo) della scomparsa della piccola Giovanna Rita Di Maria. In questa occasione speciale, la madre della piccola Giovanna ha voluto condividere con i lettori del blog ‘Biscocreak’ il ricordo della figlia.

 

Nata il 30 novembre del 1989 ad Alghero, Kiki (come amava essere chiamata da amici e parenti) è cresciuta in un ambiente amorevole, in una famiglia ricca di sani principi ed ha da subito dimostrato una notevole propensione nei confronti del prossimo. Sull’esempio di genitori e parenti ha, dalla più tenera età, sviluppato empatia verso il prossimo avvertendo sentimenti come la carità e la giustizia: senza bisogno di pressioni si è dedicata alla carità ed al volontariato, inoltre, ha manifestato rispetto, sensibilità ed attenzione nei confronti di anziani, poveri e persone disagiate superiori a qualsiasi bambina della sua età.

 

Questo amore sincero nei confronti del prossimo era accompagnato da una fede irremovibile che l’aiutava nel quotidiano. La madre racconta di come la sua preghiera preferita fosse quella del perdono (un perdono chiesto per tutti): “Fin da bambina la teneva gelosamente custodita sotto il cuscino, raccomandando ad ogni occasione che restasse sempre lì, costantemente a portata di mano, a mo’ di compagna inseparabile anche durante il sonno”. Kiki aveva compreso il messaggio di Gesù meglio di molti altri fedeli in un intera vita, per capirlo basta leggere le parole che usava per descriverlo: “Il grande messaggio di Gesù è: pace, amore, gioia. Io vorrei fare qualcosa per migliorare il mondo. Secondo me se ognuno si impegnasse a fare buone azioni il mondo migliorerebbe”.

 

Le sue non erano le semplici parole di una bambina ancora non conscia dei dolori del mondo, era stata abituata alla sofferenza, all’indigenza ed all’ingiustizia e nel suo piccolo cercava di dare una mano: “Quando ha saputo di un bambina ammalata di tumore, ha voluto inviarle subito libri e videocassette di cartoni animati. Avrebbe anche voluto conoscerla, ma purtroppo non ce n’è stato il tempo”, ricorda con commozione la madre. Un giorno, dopo la scomparsa del nonno paterno si è avvicinata alla madre con aria serena e le ha detto che se fosse capitato a lei non avrebbe avuto rimpianti, che se Dio l’avesse chiamata al suo fianco lei sarebbe stata pronta.

 

Il 18 ottobre del 2002 (quando la piccola Giovanna aveva appena 12 anni) Kiki va a scuola come tutti i giorni, durante l’ora di educazione fisica si mette a giocare a pallavolo con i compagni, destino (o disegno divino) volle che un pallone la colpisse mentre era distratta causandone la caduta e l’urto della testa contro il parquet. La botta ha causato una violenta emorragia interna e gli sforzi dei dottori non furono sufficienti a salvarle la vita, così sei giorni dopo ne fu constatato il decesso. Questa morte prematura non ha potuto che suscitare sgomento e sofferenza in tutti coloro che la conoscevano, ma il pensiero della sua serenità nell’accettare la morte, della sua voglia di aiutare i bisognosi dall’alto per aver modo di ascoltare tutti consiste in più di un semplice conforto per chi l’ha conosciuta ed è stato inebriato e guidato dal suo spirito.