L’economista Zamagni. Famiglia, finanza, bene comune: cambiare si può

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:56

L’appello dell’economista cattolico Stefano Zamagni: l’economia è malata, ma una trasformazione è possibile.

Stefano Zamagni, riminese, laico, è il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, nominato di recente da Papa Francesco che ripone piena fiducia in lui. L’economista, ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, apprezzato in tutto il mondo per i suoi studi in materia di economia sociale, è uno dei maggiori promotori dell’economia civile, pensiero economico imperniato sulla cultura latina e sulla Dottrina sociale della Chiesa.

Zamagni: la prosperità includa tutti

In cui si parla di una prosperità che includa tutti, capace di mettere al centro il bene comune, che possa riuscire a cambiare le regole dei mercati finanziari e a produrre non solo valore economico e finanziario ma sociale. Mettendo, infine, la famiglia al centro.

Intervistato dai media vaticani Zamagni, che da tempo parla della necessità di ridare forma a un soggetto di stampo cattolico direttamente impegnato nell’agone politico, ha provato a mettere al centro alcuni punti concreti, sulla scia delle parole di Papa Francesco pronunciate nell’ultima udienza generale, soffermandosi sugli effetti negativi di una “crescita economica iniqua” che genera “un’economia malata”.

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Il programma del Papa per un’economia più giusta

Disuguaglianze sociali, ha spiegato il Papa, che si sono aggravate con la pandemia. Su questo punto in particolare il Pontefice potrebbe pubblicare, già nelle prossime settimane, un’enciclica sociale in cui mettere al centro il tema della fratellanza umana. “Il Papa vuole guarire l’attuale modello economico dalla sua malattia”, ha spiegato Zamagni.

Francesco è cioè a favore di un’economia di mercato, come quella in cui viviamo. Il problema è garantire la necessità di curare i mali su cui spesso Francesco insiste. Disuguaglianza, inclusione, fine della cultura dello scarto, rispetto dell’ambiente. Per Zamagni sono obiettivi possibili, se la politica riuscirà a compiere scelte giuste.

L’appello dell’economista cattolico: cambiare si può

“Fino a tempi recenti, si era pensato che bastasse aumentare la ricchezza, aumentare il reddito nazionale, perché poi tutto si sarebbe aggiustato”, ha spiegato l’economista. “Abbiamo visto cosa è successo: il reddito è aumentato a livello globale, ma di pari tempo, sono aumentate le diseguaglianze“.

Al contrario, Francesco, ponendo le basi di una visione politica di cui il mondo cattolico dovrebbe farsi carico, mette al centro l’idea di una “prosperità inclusiva, che includa tutti”. E che permetta “armonia tra l’equilibrio ecologico e l’equilibrio interiore”. Cambiare direzione, per il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, “dal punto di vista tecnico si può”.

Zamagni: cambiare il funzionamento dei mercati finanziari

Come fare allora? “Il primo bisogno è cambiare le regole di funzionamento dei mercati finanziari. La finanza è malata perché è basata su leggi sbagliate. Bisogna che i governi si mettano una buona volta attorno ad un tavolo e dicano: Riscriviamo i codici”. L’idea è cioè quella di “chiudere i paradisi fiscali”, o “fare in modo che la finanza sia posta al servizio dell’economia reale”. Mentre “oggi è vero il contrario”, è la presa d’atto di Zamagni.

Che rivendica come all’origine, la missione della finanza era positiva, di maggiore giustizia sociale. Pensiamo alla nascita dei monti di pietà, istituti di credito non usurari che si ponevano l’obiettivo di combattere le ingiustizie che avvenivano all’epoca nei contratti, quasi sempre con prestiti di natura usuraia, per mano del francescano Michele Carcano a Perugia, nel 1462.

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L’inventore della finanza? Un francescano nel XV secolo

Qualsiasi forma di interesse sui prestiti è infatti stata da sempre condannata come intrinsecamente cattiva dalla Chiesa. Leone X cancellò ogni dubbio con la bolla papale Inter multiplices, del 1515.

Ma basta in realtà pensare al Vangelo di Luca (Luca 6,34-35): “E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi”.

Zamagni: recuperare il vero valore di economia e finanza

“Da secoli, la finanza serviva per aiutare le imprese, le famiglie, tutti coloro che avevano bisogno di strumenti, e anche su questo serve scrivere: basta con l’autoreferenzialità”, spiega Zamagni. “Perché la finanza non produce valore aggiunto, lo redistribuisce. Questo un po’ può essere tollerato ma oggi è diventato macro evidente come la crisi del 2007-2008 e la successiva hanno evidenziato”.

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Infine, un ultimo punto riguarda la presa d’atto “che il fine dell’impresa non è solo la massimizzazione del profitto”. Le parole del Papa vanno anche nella direzione dell’esempio lasciato dalle prime comunità cristiane, volte “a far fruttificare i propri beni anche per gli altri”. Beni che per Zamagni sono i beni comuni: ambiente, acqua, oppure “il vaccino contro il Coronavirus”.

“L’invito del Papa va letto così”: “Voi, comunità cristiane, adoperatevi”

“L’invito del Papa va letto così”, spiega il presidente dell’Accademia Pontificia: “Voi, comunità cristiane, adoperatevi”. “Bisogna far decollare questo con testimonianze concrete, che stanno già avvenendo, di realtà di persone che si aggregano per applicare la logica dei beni comuni. Ecco perché sono nate ad, esempio, le cooperative di comunità”.

Considerando, infine, l’insistenza del Papa “sul recupero del ruolo e della funzione della famiglia. Ma in giro per il mondo “cattivi maestri” hanno pensato che distruggendo la famiglia come istituzione e puntando tutto sull’individualismo esasperato, si potesse migliorare la situazione.

Coronavirus Gesu Verita

Questo è l’errore più grande perché la famiglia è la prima economia. Se dimentichiamo questo, perdiamo l’occasione di comprendere una delle maggiori forze di trasformazione dell’assetto attuale”.

Giovanni Bernardi

Fonte Vatican News

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