Walter Nudo:Natuzza Evolo mi ha ridato la fede

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Walter Nudo ha trovato la fede e lo racconta nel suo primo libro, “Ho alzato lo sguardo”. Il modello e attore ci ha spiegato i motivi che l’hanno convinto a debuttare come scrittore. L’italo-americano, di origini calabresi (i suoi parenti sono difatti residenti a Mendicino) ha ritrovato la fede grazie alla mistica Natuzza Evolo, che dopo la morte gli ha insegnato la spiritualità.
Walter, nel libro “Ho alzato lo sguardo” racconti il tuo cammino di fede. La storia di un uomo tormentato da una sola domanda: “può una persona che lavora in televisione, in un mondo di apparenze, cercare, trovare ed ascoltare sul serio la Parola di Dio, la Verità?” Oggi hai trovato risposta a questo grande quesito?
Mi sono posto la domanda di appartenere ad un mondo molto effimero, molto superficiale apparentemente, come il mondo dello spettacolo. Per tanto tempo ne ho fatto parte, ma in fondo c’è stata una crescita, un’evoluzione. Sembra quasi che ci dobbiamo vergognare nel credere in Dio e di seguire la sua Parola, e invece no. Seguire la parola di Dio significa seguire l’amore e tutto ciò che ne concerne: correttezza, onestà, sincerità, rispetto per se stessi e per gli altri, inseguendo lo stesso i nostri obiettivi di successo. L’amore inteso prima per te stesso e poi per gli altri, perché come ci dicono le Sacre Scritture “ama il tuo prossimo come te stesso”, non meno di te stesso. Dopo tanto tempo ho tolto la maschera, non si tratta di una conversione, ma ho semplicemente ritrovato la spiritualità.
Dalle pagine del tuo volume si percepisce la tua devozione per la mistica calabrese Mamma Natuzza. Che ricordo hai di lei?
Il libro “Ho alzato lo sguardo” è una citazione di Mamma Natuzza, lei diceva: “non guardate me, alzate lo sguardo”. Mamma Natuzza non l’ho conosciuta personalmente, non ho avuto il piacere di poter sentire il calore della sua mano, purtroppo sono andato tardi, il giorno dei funerali. Il suo affetto e il suo esempio sono stati molto importanti per me. Ho sentito il suo abbraccio spirituale il giorno stesso in cui ero lì a Paravati, è nato un bellissimo rapporto con la fondazione, con padre Michele, con i figli di Mamma Natuzza.
Hai avuto una vita intensissima. Sei nato in Canada da genitori emigrati, hai vissuto a Genova, ma le tue origini arrivano finanche nella cittadina cosentina di Mendicino. Molti ti conoscono come il vincitore dell’Isola dei famosi, protagonista di fiction e programmi televisivi di successo. Ma in pochi sanno che il suo percorso di vita, turbolento e avventuroso, è stato attraversato dal filo rosso della ricerca spirituale, culminato in una folgorante scoperta della fede che per la prima volta racconti in questo libro.
In un momento in cui avevo perso molti soldi in borsa, non avevo più lavoro perché mi ero discostato dalla televisione, dopo che ci avevo lavorato per un paio di anni, ero veramente in grosse difficoltà, ero pieno di debiti. Nessuno credeva più in me. Ero andato giù in depressione, e la depressione è quella cosa che non ti fa muovere, ti paralizza la testa e il corpo non riesci ad alzarti più dal letto, passavo le mie giornate così. I miei figli erano tutto, allora ho deciso di buttarmi su di loro, e questo mi ha salvato. Altra tappa fondamentale la maratona di New York. La corsa è stata una via d’uscita, l’infortunio mi ha dato quella scossa per rialzarmi e dimostrare a chi mi dava per fallito o per perdente, che la vera forza è credere in Dio. E se cambiamo modo di pensare cambiamo modo di parlare, e le nostre azioni cambieranno di conseguenza.
Nel tuo passato c’è una vita da ribelle: la fuga dal servizio militare, il mestiere di spogliarellista negli Stati Uniti, l’esperienza del carcere, il successo in Italia grazie al Maurizio Costanzo Show, la frequentazione del mondo dorato e superficiale dello showbiz. E poi un forte crollo psicologico e morale, una grave crisi economica che ti ha costretto a toccare il fondo, una dolorosissima separazione dalla compagna e dai figli. Come hai superato questi difficili momenti?
Devo ringraziare il Signore che mi ha dato la possibilità di vivere tanto, e sono un uomo molto contento e fiero di questo, e se tornassi indietro rifarei tutto, compreso gli spogliarelli. La forza l’ho trovata dentro di me. In quei momenti lì quando vai giù, quando perdi tutto, quando sei un fallito per gli altri, i quali non ti aiutano, anzi vieni
scartato e le persone che ti sono vicine ti dicono cosa devi fare come se tu fossi veramente un perdente. Il perdente lo è non chi perde ma chi lascia che gli altri glielo dicano. A volte si scivola, non ha importanza, ma se si rimane in piedi e ci si rimbocca le maniche credendo in se stessi questo ci fa credere in Dio, perché Lui può tutto.
Sul tuo corpo hai dei tatuaggi, due molto importanti: una poesia e una croce. Perché hai deciso di incidere la preghiera di Madre Teresa di Calcutta sul tuo braccio destro? E una croce sul braccio sinistro? Hanno un significato particolare?
Il tatuaggio della croce me lo sono fatto otto anni fa, il tatuaggio con le parole di Madre Teresa di Calcutta sulla spalla destra me lo sono fatto sette anni fa. Quando sono uscito, da vincitore dell’Isola dei Famosi, lì mi ha aiutato moltissimo una lettera, che mi è stata regalata un anno prima da una cara amica ed era una lettera di Madre
Teresa di Calcutta. Quella lettera la leggevo tutti i giorni, ce l’ho ancora adesso, ed è
quella che mi ha dato la forza di rialzarmi. Ho alzato lo sguardo e mi sono rialzato. “L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico, non importa, amalo; se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici, non importa, fa’ il bene. Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici, non importa, realizzali. Il bene che fai verrà domani dimenticato, non importa, fa’ il bene. L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile, non importa, sii franco e onesto. Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo, non importa, costruisci. Se aiuti la gente, se ne risentirà, non importa, aiutala. Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci, non importa, da’ il meglio di te. Madre Teresa di Calcutta”.
Queste parole ormai facevano parte di me, sulle quali ho deciso di ricostruire la mia vita, quindi ho deciso di tatuarle sul braccio.
Walter nel tuo libro nella parte finale parli di una donna speciale con la quale hai parlato di tua mamma, di Natuzza e con la quale hai fatto un viaggio importante a Lourdes. Ci parli di lei?
Si. Ci siamo conosciuti e dopo tre giorni gli ho chiesto di fare un viaggio. Avevo appena letto un libro “Sulla Sponda del Fiume Piedra”, di Paulo Coelho, che mi aveva colpito molto, allora gli ho detto facciamo un viaggio? Lei disse subito si, dicendomi “dove andiamo alle Maldive, alle Mauritius? Io dissi a Lourdes. Lei sbalordita accettò ugualmente. Poi però mi tirai indietro, dicendogli che stavo scherzando. Poi lei disse peccato! Allora sono tornato sui miei passi e siamo partiti. All’inizio a dire la verità è un po’ come Pietrelcina, quello che è fuori non è effettivamente quello che è lo spirito. Però quando entri in quella grotta e vedi la Madonnina si percepisce una grande energia. Quello che ho capito è che dipende da quello che tu porti, molta gente va nei grandi luoghi di culto per ricevere i miracoli, ma i miracoli li facciamo noi con la nostra fede.
Il tuo sguardo adesso guarda al mondo con nuovi occhi. Ma come vede Walter Nudo oggi l’amore?
L’amore lo vedo come l’unico motivo per scegliere. Sono un essere umano anch’io. Papa Giovanni Paolo II diceva “l’uomo è debole”. La cosa importante è non mollare e continuare con costanza a trovare sempre la scelta giusta per noi stessi e per gli altri. Questo si può fare alzando lo sguardo e abbassando il nostro ego.
Un messaggio ai nostri lettori…
Non lasciatevi andare. Io sono un prodotto televisivo da 16 anni, attenzione, la tv va usata con delle accortezze. Cercate di non prendere punti di riferimento, e cercate di seguire l’amore.