Volevo suicidarmi la Madonna mi ha fermato

 

Alessandra è stata una ragazza con un adolescenza difficile, l’estrema libertà lasciatale da una madre che per paura di opprimerla come i genitori avevano con lei, l’ha costretta a prendere delle scelte difficili in un età in cui c’è bisogno di una guida. Alessandra pensava di essere fortunata, a lei era permesso tutto quello che ai suoi coetanei era vietato e questo la faceva sentire bene, ma presto la vita le ha presentato il conto: a 18 anni è rimasta incinta e la madre l’ha costretta ad abortire, prendendo per la prima volta nella vita una decisione per la figlia.

Di quel periodo Alessandra ricorda un forte sconforto, quando la madre le disse che doveva abortire si sentiva in difetto, non voleva distruggere una vita, ma il medico la convinse che fino ai tre mesi non esiste una vita, quindi decise di proseguire sulla strada tracciata dalla madre. Poco prima dell’aborto disse al medico di averci ripensato, ma questo le confidò di averle già messo un ovulo che l’avrebbe fatta abortire.

Qualche mese dopo la vita di Alessandra è ripresa da dove si era interrotta e non è passato molto tempo prima che si trovasse nuovamente nella condizione di dover abortire. Questa volta prese la decisione da sola e senza alcuna remora si convinse che fosse la cosa giusta da fare. Passa un altro anno ed il peso delle sue scelte si presenta sotto forma di forte depressione: “Da lì è iniziato il mio calvario di 13 anni di depressione, psicologi, psichiatri, psicofarmaci, tentativo di riempire quel vuoto con corsi di buddismo, newage, yoga… Stavo a letto col costante pensiero di togliermi la vita. Era un problema di perdono”.

La terapia e le cure le permettono di condurre una vita quasi normale, Alessandra si fidanza e prova ad avere un bambino, ma la depressione continua ad essere un elemento di fondo che torna preponderante quando la coppia ha difficoltà a concepire per ben due anni. Stanca, depressa e disillusa prova a togliersi la vita, ma per fortuna il suo fidanzato la salva in tempo. Dopo quell’episodio è lo stesso fidanzato che le consiglia di parlare con Dio: “La cosa strana è che lui non era credente”, dice Alessandra.

La ragazza segue il consiglio e comincia a leggere la Bibbia, qualche mese dopo si convince a fare un pellegrinaggio ad Assisi, lei continuava ad essere scettica ma quando vide il suo compagno in ginocchio chiedere aiuto a Dio si convinse a provare ed inaspettatamente trovò il perdono qualche tempo dopo. Da quel momento infatti, la sua vita assunse un altro significato ma il cambiamento radicale avvenne durante il viaggio a Medjugorje:

“Mesi dopo questo perdono è arrivato naturalmente in un viaggio a Medjugorje. Ho sentito un amore dal Cielo, un abbraccio così forte che la prima cosa che ho voluto fare tornando da quel viaggio è stato abbracciare mia madre e sperare che anche lei un giorno trovi quella luce”.

Adesso Alessandra porta la sua testimonianza di come l’amore di Dio possa salvare una vita e di come i ragazzi che come lei si trovano nella condizione di dover prendere decisioni importanti possano fare affidamento su Dio. Così giorno dopo giorno lavora al fianco di altri volontari nelle comunità di Aiuto per la vita, luoghi in cui si possono curare anche le ferite post aborto, perché nella fede, dice Alessandra, si trovano sempre le braccia aperte.