Vogliamo che dalla morte di nostro Padre rinasca la Vita

 

 

 

Un scontro/incontro tra morte e vita, tra fine e inizio, tra disperazione e speranza, da come risultato una “resurrezione”, spesso, che racconta l’incrociarsi di due eventi -per molti aspetti- fuori dal comune.

La morte. Ricordiamo tutti i tragici eventi dell’attentato a Nizza del 14 Luglio dello scorso anno, quando un’estremista islamico si diresse, a grande velocità, alla guida di un autocarro sulla folla che sostava sulla Promenade des Anglais. Tante le persone presenti quel giorno durante i festeggiamenti per la festa nazionale francese. L’assassino fece molte vittime tra coloro che assistevano allo spettacolo pirotecnico, sul lungo mare della costa della città: per un chilometro e mezzo investì e trascinò le sue vittime, mentre sparava dal finestrino del mezzo, senza risparmiare donne o bambini. Il bilancio finale fu di  86 morti e 302 feriti.

La vita. Lo “Zainetto per la vita” è un progetto ideato (nelle regioni Piemonte e Valle D’Aosta) dalla “Federvita”, un’associazione pro life; consiste nel sostenere una donna incinta che per ragioni economiche pensa addirittura di abortire, nell’impossibilità di poter crescere il proprio bimbo, con una donazione mensile, per 12 mesi. Le donne che ne necessitano possono farne richiesta nei centri “Cav” (centro aiuto alla vita) o presso vari enti o associazioni parrocchiali.

La resurrezione. Il signor Mario Casati, originario della Brianza, fu una delle vittime del 14 luglio; uno dei nostri connazionali, che si era recato a Nizza per passare qualche giorno di vacanza e che non è mai più tornato all’affetto dei suoi cari.

Ora le figlie Dania e Ilda vogliono ricordarlo in una maniera straordinaria, rivolgendosi al Centro di aiuto alla vita di Casale Monferrato.

Lo scorso Marzo infatti hanno richiesto: “Vorremmo che la morte di papà, in odio alla nostra fede cristiana, non fosse l’ultima parola. Vorremmo intitolare a lui uno “Zainetto per la vita”. Vogliamo che la sua morte salvi una vita a rischio nel grembo della mamma. Papà amava la vita, la sua e quella di tutti!.”.

Ed ecco che la morte nemmeno stavolta ha avuto la sua vittoria e una nuova vita in arrivo sarà sostenuta da quell’amore che Dania e Ilda non possono più donare al padre perduto, ma che non va smarrito, quanto trasformato in un gesto di estrema generosità.