Alessandro Battaglia è una delle tante vittime di abuso sessuale compiute in questi anni da esponenti della Curia. Il ragazzo in un primo momento ha mantenuto il riserbo su quanto capitatogli, ma quando è andato ad un incontro di vittime in Germania ha capito che gli abusi vanno denunciati il prima possibile. In quella occasione, infatti, si è imbattuto in una parete composta da nomi di persone, chiese di cosa si trattasse e scopri che si erano i nominativi di ragazzi che si erano tolti la vita in seguito ad abusi subiti: “Lì ho capito di non essere più una vittima, ma un sopravvissuto”.
La sua storia è anche l’ennesima dimostrazione che non esistono solo i sacerdoti che approfittano della propria posizione, ma anche una forma di omertà vigente all’interno di tutta l’istituzione Chiesa su simili reati che bisogna scardinare. La sua denuncia, insieme a quella di altre vittime, ha condotto ad un indagine ed alla condanna di don Mauro Galli, ma Alessandro adesso richiede che a pagare per quanto successo sia anche l’allora arcivescovo della diocesi di Milano Mario Delpini, il quale, informato degli abusi del sacerdote, decise di non denunciarlo e di spostarlo a Legnano.
Nel corso di questi anni la famiglia di Alessandro Battaglia ha mandato numerose lettere alla curia di Milano ed al Vaticano per chiedere giustizia nei confronti del figlio e far sì che nessuno potesse fingere di non essere a conoscenza di quanto successo. In una delle ultime risposte ricevute, il Nunzio apostolico Emil Paul Tscherrig ha fatto sapere alla famiglia Battaglia che pure il papa è stato informato della situazione: “Desidero informarla che sono giunte al Santo Padre le diverse istanze da Ella indirizzate”. E’ possibile dunque che sia stata aperta un’indagine interna ai danni di monsignor Mario Delpini, anche se al momento non ci sono riscontri ufficiali in tal senso né tanto meno provvedimenti.
Dopo tale informazione, Alessandro chiede direttamente al Santo Padre che vengano presi dei seri provvedimenti nei confronti dell’arcivescovo, visto e considerato che papa Francesco da tempo ribadisce l’assoluta necessità di eradicare tali crimini all’interno della Chiesa: “Caro Papa Francesco, sicuramente non avrai difficoltà a farti consegnare le intercettazioni telefoniche e i verbali di Polizia a disposizione dello studio legale che assiste la Diocesi di Milano. Sincerati di persona del comportamento dell’arcivescovo da te nominato, se ti interessano le vittime e non vuoi di nuovo incorrere in altri fastidiosi errori (…) Basta ipocrisie! Non è più tempo di mentire. Tu stesso ci spiegavi: nessuno sconto per i preti e per chi li copre. E dunque?”.
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Luca Scapatello
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