Come gestire l’odio e ciò di negativo che invade il nostro cuore

Anche se non ce ne rendiamo conto, molte volte (specialmente dopo una discussione), proviamo odio verso una o più persone, a seconda. Ma come possiamo odiare il nostro prossimo?

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La preghiera e un cammino spirituale possono aiutarci a superare questo “incidente di percorso” e portarci a guardare la persona che pensavamo di odiare, con occhi diversi.

L’odio: sentimento incontrollato che ci allontana dai fratelli

Odio, rancore, gelosia, rabbia: sono questi, di solito, i sentimenti che proviamo, specie dopo una discussione, nei confronti di una o più persone. Un odio incontrollato, una rabbia che ci brucia dentro: tutti stimoli e sentimenti negativi che, se non controllati opportunamente, possono portarci a compiere gesti, anche, inconsulti e contro la nostra volontà.

È possibile controllarli? E ancora: come è possibile che arriviamo ad odiare il nostro prossimo? Cosi facendo non facciamo altro che allontanarci ancora di più da Cristo e dai suoi insegnamenti, andando a rifugiarci nelle braccia di colui che gode e vive della discordia fra gli uomini: il demonio.

Cristo non ci abbandona alla rete dell’odio

Cristo non ci abbandona e non permetterà che uno dei suoi figli cada nella rete dell’odio e della discordia senza che lui possa fare nulla. Tanti possono essere i suggerimenti, dal punto di vista spirituale per cercare di cambiare la direzione della nostra vita verso l’amore, verso la comprensione, verso la condivisione.

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Luis Di Granada: “Consideriamo quando Dio ha tollerato noi”

Se è difficile controllare la vostra ira, stimolata dall’offesa di un’altra creatura, considerate quanto più Dio ha tollerato da voi e quanto ha sopportato per voi” – scriveva il venerabile Luis di Granada, sacerdote che più volte ha cercato di istruire e far conoscere ai suoi fedeli quanto è brutto vivere nell’odio e portare rancore verso il fratello.

Ci pone Gesù come esempio: noi, spesso, ci adiriamo per poco, per delle piccolezze. Ed allora cosa avrebbe dovuto dire Gesù quando, ognuno di noi, l’ha inchiodato sulla croce? Lui dovrebbe esser davvero “arrabbiato” con noi…ed invece noi: lui, proprio sulla croce, ha donato la vita per noi, versando amore sull’odio che invece noi abbiamo riversato su di lui.

Gesù avrebbe potuto odiarci sulla croce, ma non l’ha fatto

Come affrontare, allora, il rancore verso una persona? “Abituiamoci, per quanto possibile, ad affrontare con calma le delusioni che incontriamo e, e il loro effetto su di noi diminuirà notevolmente” – continua, con i suoi insegnamenti, Luis De Granada.

Più che con la rabbia, impariamo ad agire con l’amore. Partiamo con il pregare il Padre Nostro, soffermando la nostra attenzione sulla frase “Non indurci in tentazione”. Dobbiamo, innanzitutto noi stessi evitare di cadere in tentazione.

Certo, lo sappiamo, siamo umani, non è facile, ma sforziamoci, “sforziamoci di entrare in quella porta stretta”, come raccontava Gesù, perché lui mai ci abbandonerà, sempre ci tenderà la sua mano.

La preghiera del Padre Nostro: Dio non ci abbandona alla tentazione, né all’odio

Non ci indurrà alla tentazione, “non ci abbandonerà alla tentazione” (come recita la nuova versione del Padre Nostro), lui non versa odio su di noi. Con la sua morte in croce, ci ha dato l’esempio più grande di amore verso il prossimo. E, da questo, anche la nostra risposta a “come fare a non odiare il prossimo”.

Se Gesù, in quella occasione, invece di donarci amore, avesse riversato odio su di noi, oggi accoglierebbe ancora tutti noi che, pentiti, torniamo a Lui?

Pensiamoci.

ROSALIA GIGLIANO

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