Questo video vi aprirà gli occhi sulla barbara pratica dell’utero in affitto. Un Buisness per molti.

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Uomini d’affari israeliani, medici, biologi americani e indiani, gente che parla con disinvoltura, in perfetta neolingua, di “donatori” di gameti (che vengono pagati), di bambini desiderati, come cose deliziose, ma che costano molto care.

E che possono essere al centro di un business molto redditizio: fecondazione artificiale in America, trasporto di embrioni surgelati fino in India, e lì selezione delle incubatrici umane, le madri surroganti, i bambini partoriti, impacchettati e consegnati ai committenti, che nel filmato vengono rigorosamente chiamati “genitori”…

Si assiste alla scelta della “donatrice” di ovuli da catalogo (non c’è accenno ai rischi e agli effetti collaterali chel’iperstimolazione ovarica per queste comporta), si sente anche dell’ordine fatto da una donna single di 57 anni che “non ha problemi di età”, perché è giovanile, ricca e potrebbe allevare molti bambini…

Insomma, si veste di una patina di normalità un traffico orrendo di esseri umani.

Sullo sfondo i volti di quelle donne indiane, soprattutto al momento del parto, sono molto più eloquenti delle 1000 parole che la direttrice della clinica rivolge loro per convincerle della bontà della cosa.

E, infine, quei piccoletti, ignari oggetti di mercimonio, considerati evidentemente alla stregua di bambolotti, oggetti non senzienti, senza sentimenti. Solo per delle bambole, infatti, è indifferente essere comprati da Tizio, venduti da Caio, regalati a Sempronio.

Coloro che accettano tale pratica perversa, temiamo non considerino i neonati degli esseri umani. Chissà, secondo loro, a che età un bambino merita d’essere rispettato nei suoi diritti…

Fonte:notizieprovita.

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