Non è accaduto in Siria in Iraq, o in qualsiasi altro paese a maggioranza musulmana, questi studenti vandali hanno bruciato e abbattuto il pesante portone della Chiesa la Iglesia de la Gratitud National, a Santiago in Cile. Sono entrati hanno strappato il crocifisso alto tre metri che era collocato dietro l’altare, il sacrilegio è stato completato nella piazza principale dove lo stesso è stato portato e distrutto, preso a calci e a bastonate, gli hanno staccato la testa, le gambe e le braccia tutto tra urla di gioia e grida di soddisfazione.
I giovani esagitati avevano il volto coperto, erano dotati di maschere antigas per respingere l’attacco della polizia che lanciava lacrimogeni, molti di loro erano armati. Sono scesi in piazza per protestare contro il governo prima di essere dispersi dal potente getto degli idranti hanno però avuto il tempo di compiere l’atto sacrilego di distruggere l’antico crocifisso e di profanare la Chiesa della Gratitudine nazionale.
Il Ministro degli Interni Mario Fernandez attonito ha dichiarato: «Ciò che abbiamo visto è un sintomo molto preoccupante di quello che alcune persone vogliono cominciare a fare al nostro paese». La Chiesa cattolica ha chiesto che i responsabili non rimangano impuniti. Questo è un sintomo del malessere crescente e di come i simboli cristiani sono sempre meno sopportati, e questo purtroppo non accade solo nei paesi dove i cristiani sono perseguitati ma accade in Cile un paese a tradizione cattolica…
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