(Video) Gender a scuola: approvato, insieme al ddl Renzi. Non avevamo dubbi il grande inganno è in atto.

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Iniziamo questo articolo con alcuni versetti del vangelo che ci sembrano appropriati per questi personaggi che stanno distruggendo la morale cristiana di questo paese, e che vogliono distruggere i valori cristiani radicati da millenni nella nostra nazione, vogliono tapparci la bocca ma non riusciranno perchè se allora tutti taceranno allora grideranno le pietre.

In tal modo voi testimoniate contro voi stessi, di essere figli di coloro che uccisero i profeti. 32 E colmate pure la misura dei vostri padri! 33 Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna? 34 Perciò ecco, io vi mando dei profeti, dei saggi e degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città, 35 affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l’altare. 36 Io vi dico in verità che tutto ciò ricadrà su questa generazione.

Si sapeva che il ddl Renzi sarebbe stato approvato, e così è stato. Quindi, come avevamo previsto,  il consenso informato non basta più.

Così gli ideologi del gender (e l’Arcigay) possono organizzare corsi di formazione gender (sulla parità di genere) e propinarli agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado come materia curricolare.

Ci informa il Secolo: “La Camera ha approvato la riforma della scuola con 277 voti a favore, 173 contrari, dei quali 4 dalle file del Pd, e 4 astenuti. Si tratta del via libero definitivo, sul quale non erano previste sorprese. La seduta ha comunque riservato alcuni fuori programma, a partire dall’avvio turbolento. Mentre in piazza Montecitorio manifestavano i sindacati della scuola, infatti la discussione in aula è stata sospesa dopo che la Lega ha esposto cartelli con su scritto “Giù le mani dai bambini”, costati anche l’espulsione del capogruppo Massimiliano Fedriga. La protesta è stata un tentativo in extremis di attirare l’attenzione su uno dei capitoli più controversi del testo e più glissati da parte del governo: l’introduzione nella riforma dell’insegnamento dell’ideologia gender, fin dalle scuole dell’infanzia.

La cosa è stata negata a più riprese e da più parti. Ma anche nell’articolo in questione si legge con attenzione il dettato normativo con i rimandi di cui abbiamo più volte parlato, che nascondono l’insidia. “Ovvero, nel testo della “Buona scuola” non si parla esplicitamente di gender, ma – dietro la comoda facciata della lotta alla discriminazione – al comma 16 si rimanda alla legge 119 del 2013. Un richiamo incomprensibile per i non addetti ai lavori, anche perché a sua volta richiama a un altro riferimento normativo: la Convenzione di Istanbul, che proprio la legge 119 di fatto attua.”

… “La convenzione di Istanbul dice, tra l’altro, che «con il termine genere ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini». Dunque, secondo questa definizione, non si è uomo e donna perché così si è nati, ma perché la società così impone. È la sintesi dell’ideologia gender e, in sostanza, per la convenzione di Istanbul se invece si riconosce una differenza biologica si compie una discriminazione. La legge 119 del 2013, recepisce questa direttiva rendendola piano operativo e dicendo che bisogna «promuovere una adeguata formazione» non solo alle superiori, ma fin «dalla scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione». Ora, a chiudere il cerchio, arriva il ddl Buona scuola con cui il governo inserisce il gender direttamente nelle strategie di lungo termine per l’istruzione italiana”.

 

In conclusione l’articolo riporta una dichiarazione del nostro Presidente: «È molto triste che la Chiesa abbia taciuto su questo disegno di legge che, facendo riferimento alla legge 119 e quindi alla convenzione di Istanbul, introduce stabilmente il gender nelle scuole», commenta Toni Brandi, presidente della onlus ProVita, il quale, dopo le polemiche dei giorni scorsi, rivolge anche un invito al segretario generale dei vescovi italiani, monsignor Galantino perché la Cei non manchi l’appuntamento con il ddl Cirinnà sulle Unioni civili: «Il popolo del 20 giugno – sottolinea Brandi – non può essere tradito da coloro che lo dovrebbero rappresentare. Abbiamo massimo rispetto per la Cei e umilmente chiediamo che monsignor Galantino affermi chiaramente che non ci possono essere compromessi sul disegno di legge Cirinnà».

Nell’ambito del dibattito parlamentare che ha preceduto l’approvazione della riforma Renzi, segnaliamo il video con l’intervento di Giorgia Meloni. L’onorevole spiega in circa 10 minuti tutte le criticità della “buona” scuola di Renzi, e alla fine evoca la questione dl gender e dichiara di essere pronta a dare battaglia, anche tramite referendum popolare, perché i bambini vanno preservati dalla (dis)educazione a concezioni folli della propria identità sessuata.

 

 

Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale voterà convintamente contro la pseudo-riforma della scuola di Renzi. Il Governo avrebbe dovuto investire risorse, inventare strumenti innovativi per garantire il decoro e la sicurezza dei nostri edifici scolastici. Ma nella “buona scuola” di Renzi non c’è nulla di tutto questo. Al contrario, questa legge aumenterà i divari già esistenti tra gli istituti di serie A e di serie B e rappresenterà il più grande piano di licenziamenti della storia italiana, perché eliminerà fisicamente i precari. Con questa riforma, infatti, chi ha lavorato negli ultimi dieci anni nella scuola e l’ha tenuta in piedi viene di fatto cacciato a calci. Ma non solo: con la chiamata diretta dei docenti viene minacciata la libertà di insegnamento e di apprendimento e viene completamente snaturata la figura del dirigente scolastico. Una riforma vergognosa che spalanca le porte anche all’introduzione della teoria gender. Per questo noi continueremo a dire: giù le mani dai bambini. Porteremo avanti la battaglia contro questa riforma insieme agli operatori della scuola, alle famiglie e agli studenti. E lo faremo sostenendo anche i referendum abrogativi della legge. Perché c’è solo una cosa più ridicola della riforma della scuola di Renzi: è il suo video in cui la spiega davanti alla lavagna.

Posted by Giorgia Meloni on Giovedì 9 luglio 2015

Fonte: http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/gender-a-scuola-approvato-insieme-al-ddl-renzi/