La Vergine schiaccia la testa del serpente: così vinceremo

La Vergine schiaccia la testa del serpente: così vinceremo
Maria

La Vergine schiaccia la testa del serpente, in molte raffigurazione, e pare che questa sia l’immagine più temuta dai demoni.
Molti sono gli esorcisti che, avendo avuto modo di venire a contatto direttamente con gli spiriti immondi, durante il loro operato, affermano che essi tremano, al solo pensiero di Maria Vergine e Madre.

Essi, ammettono, oltretutto, e non possono negarlo, che, per mezzo di Maria avverrà la nostra liberazione finale dal soggiogamento.
Anche Padre Francesco Bamonte, Presidente degli esorcisti italiani,
è di questa opinione.
Si tratterebbe del trionfo, al termine dei tempi, su Satana e i suoi adepti, del Cuore Immacolato di Maria.

Comunque, perché questo avvenga, è necessario che rimaniamo fedeli a lei; se non dovessimo esserlo, potrebbe anche non avvenire nessuna salvezza, nessuna redenzione, poiché non ci sarebbe nessuno da salvare.
Pertanto, con Maria possiamo combattere e con Maria possiamo vincere la battaglia del Bene contro il male.
Come? Usando le armi della fede e aggrappandoci, con tutte le nostre forze, a lei, la Regina della pace e della speranza.

Il primo passo da compiere è la Consacrazione a Maria, continuando a fare sempre il nostro dovere, quotidianamente, e pregando con costanza.
San Massimiliano Kolbe, per spiegare la potenza del suo Cuore Immacolato di Maria, diceva: “Io la intendo a questo modo: l’Immacolata è la Mediatrice di tutte le grazie. Ora, ogni conversione e santificazione è opera della grazia; avvengono, perciò, per mezzo dell’Immacolata. Quindi, quanto più un’anima si avvicina all’Immacolata, tanto più abbondantemente attinge alle grazie, sia di conversione che di santificazione (…), il maggiore avvicinamento possibile è la consacrazione illimitata”.

Maria è il mezzo per la nostra salvezza, per il riscatto del Bene sul male, in questi tempi di grande peccato e tentazione.
Lei è l’immagine della perfezione a cui dovremmo anelare, per sperare di poter ricevere le grazie necessarie, ma soprattutto l’insostituibile dono della fede vera.

Antonella Sanicanti