A Vasco Rossi ho preferito Dio.

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La conversione di Nando Bonini

Una testimonianza di quanto possa essere distorta la strada che conduce al signore ce la fornisce Nando Bonini, storico chitarrista della “Steve Roger’s Band” ( il gruppo di Vasco Rossi per intenderci). La sua storia comincia come quella di tanti musicisti, amante della musica sin da bambino scopre un innato talento per gli strumenti (Bonini è capace di suonare qualsiasi strumento), ma da giovane si innamora della chitarra ed in breve tempo il suo talento lo porta a diventare un professionista, a conoscere Vasco Rossi ed entrare a far parte della sua band.

 

Gli anni con Vasco sono tuttora indimenticabili, il successo, la fama, le donne e gli ammiratori piovono e l’ego di Bonini cresce di vanagloria. Per un giovane, entrare a far parte di uno dei gruppi di maggior successo in Italia era una sensazione indescrivibile, tutto lo portava a pensare di essere realmente superiore agli altri, gli amici spuntavano ad ogni passo, il denaro ed i riconoscimenti lo facevano sentire importante, ma nella vita di Bonini qualcosa non quadrava, ad un certo punto si è accorto della falsità di tutti quei lacché e della mancanza di un reale rapporto di amicizia e quando tornava a casa il vuoto esistenziale non si colmava con niente e nessuno:

 

“ Ero giovane. Volevo farmi conoscere, volevo emergere. E’ difficile descrivere con precisione cosa significa vivere in quel mondo. Al di là della musica e del lavoro, esiste tutto un contorno e corre così veloce che è facile perdersi. Per lo meno a me è successo. I giorni, specie nei tour, sono incredibili. Non sei mai solo, neppure un attimo. Sei sempre circondato da gente che ti osanna, che ti dice che sei bravo, che sei un grande. Trovi un sacco di amici, spuntano come funghi. Tutti ti vogliono conoscere perché sei il musicista di Vasco, perché vogliono che gli presenti il loro idolo, perché pensano che sei pieno di soldi. Dopo i concerti si va alle cene, alle feste e si tira mattino.

 

Conosci un mucchio di gente, stringi le mani a tutti. Insomma, se non hai la testa sulle spalle, e a vent’anni è difficile avercela, facilmente perdi la strada. Cominci a pensare che quella sia la realtà, che davvero tu sei importante, quasi un dio. Invece si perde il senso della realtà e i rapporti con le persone diventano falsi”.

 

Bonini aveva tutto ciò che un giovane poteva desiderare eppure qualcosa lo rendeva inquieto, ma non riusciva a capirne il motivo. Nel 1995, all’apice del successo, gli si avvicina uno sconosciuto che gli fa una proposta insolita: lavorare agli arrangiamenti per un musical sulla vita di San Francesco. Il primo pensiero di Bonini era di rifiuto, non si era mai interessato ai Santi, tanto meno pensato a Dio eppure non è riuscito a rifiutarsi. Superato l’iniziale pregiudizio, Bonini si è messo a lavorare sul musical, voleva che venisse bene ma presto si accorse che il lavoro da fare era immenso, c’erano un mucchio di documenti da recuperare:

 

“Ma dal momento che di mio non potevo metterci niente, perché avevo sempre rifiutato la fede, era necessario leggere e approfondire. Così presi in mano qualche libro e mi accorsi subito che vi erano contenute citazioni del Vangelo. Così andai in cerca di un Vangelo e cominciai a leggere. E certe parole, certe frasi, certi concetti cominciarono ad entrare in me”.

 

La conversione era iniziata, il mondo che gli apparteneva prima di quel musical sembrava sempre più distante, gli altri membri del gruppo prima lo presero in giro ed infine si allontanarono. Proprio in quel momento di cambiamento, un altro evento ha sconvolto la vita di Bonini, un problema in famiglia (di cui il musicista non vuole parlare) lo ha costretto a rimanere a casa ed in quel momento si è reso conto che nessuno lo poteva aiutare se non Dio:

“Dovevo restare a casa, dovevo risolvere quel grosso problema. Ma non sapevo a chi chiedere aiuto.

Nessuno mi poteva dare una mano. E credo che allora Dio mi abbia preso lì, nella sofferenza. Non so se questo è il sistema che riserva per tutti. Forse, solo per quelli che, come me, hanno la testa dura e non capiscono. Il fatto è che ero nell’abisso e che, in cerca di conforto, ho guardato in alto. E lui mi ha aiutato”.

 

Questo evento lo ha convinto a cambiare vita, adesso Bonini scrive musical sul vangelo e diffonde il messaggio in giro per il mondo, continua a collaborare con Vasco per i suoi dischi (dopo l’iniziale presa in giro i musicisti gli tributano rispetto per la sua scelta e la sua vita) ma ha smesso di andare in tour, ha smesso con la vita dissoluta e con la vanagloria.