“Perché questa generazione mi chiede un segno”. Nel passo del Vangelo odierno, Gesù sospira all’ennesimo tranello posto dai farisei e poi li congeda dicendo loro che non avranno alcun segno.
Il Messia rimane sconsolato dinnanzi all’ennesima dimostrazione d’impazienza da parte dei farisei, così decide di non assecondare la loro richiesta.
Nei giorni precedenti all’approdo di Gesù, la voce della moltiplicazione dei pani si era diffusa ovunque. Il Nazareno appariva agli occhi del popolo come il nuovo Mosé, ma i farisei non credevano alle voci e volevano vedere con i propri occhi un segno dal cielo. Quelle richieste hanno messo tristezza al Messia, il quale ha sospirato ed ha chiesto loro perché gli chiedessero un segno. Quindi, senza nemmeno attendere una risposta ha detto loro che non lo avrebbero ricevuto e se n’è andato.
Dal Vangelo secondo Marco (8, 11-13): “In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva”.
I Farisei sono impazienti di vedere un segno inconfutabile della natura divina di Gesù e glielo chiedono apertamente come prova per credere. Questo, che in altre occasioni non aveva rifiutato di concedere grazie a chi ne aveva bisogno, si rifiuta. Il motivo di questo rifiuto è semplice, chi ha fede non ha bisogno di un segno per averla, al contrario è l’avere fede viene premiato con un segno. Il passo ci induce a pensare a tutte quelle volte che abbiamo preteso qualcosa di tangibile per avere conferma dell’esistenza divina. Tale atteggiamento di impazienza e incredulità è equiparabile a quello di un bambino capriccioso, mai contento di ciò che possiede e sempre desideroso di nuove dimostrazioni. Il cristiano è grato per i doni ricevuti e prega sia per ringraziare Dio che per chiedere che in futuro questi permangano.
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Luca Scapatello
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