Il Vangelo di oggi ci dice: “I figli della luce rifiutano gli inganni del mondo”

Con un paradosso nel passo del Vangelo di oggi Gesù spiega che in Paradiso non saranno ammesse le astuzie e gli inganni che nel mondo sono premiate.

Il Vangelo di oggi ci dice

Il Signore ha già spiegato che per entrare nel Regno dei Cieli si oltrepassa una porta piccola e angusta per passare la quale la furbizia ed il raggiro non avranno effetto.

L’amministratore infedele

Molti dei seguaci di Gesù non comprendono appieno il suo messaggio e questo è costretto ad utilizzare degli esempi chiari per le persone del tempo. Nei passi precedenti abbiamo visto come il Messia abbia spiegato che il peccatore convertito è ben accetto, ma anche come solo chi ha la vera fede può ritenersi degno del cammino da lui tracciato. Con la storia del Padrone e del servo infedele, vuole far capire che non basta una finta adesione al messaggio divino per giungere nel Regno dei Cieli.

Ecco il passo del Vangelo di Luca (16, 1-8): “In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Cosa ci insegna il Vangelo di oggi

La storia raccontata da Gesù ai discepoli è una lode al servitore infedele. Ma tale lode è da intendere come un paradosso. Il Messia non vuole che i propri discepoli si comportino come l’amministratore e cerchino di truffare il proprio Signore. Lo si evince dall’ultima frase, quando Gesù dice: “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”. La scaltrezza gli porta dei benefici, a volte li spinge ad alcuni compromessi che possono anche favorire i propri simili.

Questo non significa che abbiano agito per il verso giusto, poiché da quel gesto favorevole sono loro che hanno tratto il maggiore vantaggio. I figli della luce, invece, non ricercano un profitto o un vantaggio dal fare del bene al prossimo. I figli della luce lavorano sodo, hanno pazienza e l’unica violenza di cui si fanno carico e la croce a loro riservata. L’invito dunque è quello di non cedere alle tentazioni e agli inganni del mondo, ma riporre fiducia nella fede e agire sempre in modo retto. Solo in questo modo si può accedere ai beni supremi che ci spettano alla fine del viaggio terreno.

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Luca Scapatello

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