Il Vangelo di oggi ci dice: “Per donarsi a Dio non bisogna avere riserve”

Il passo del Vangelo di oggi ci mostra come Gesù per gettare le basi di una religione che fosse salda chieda ai discepoli di donarsi a lui senza riserve.

Il Vangelo di oggi ci dice

La sua predicazione aveva ormai raccolto grandi frutti, ma il Messia non voleva essere seguito per moda, bensì per fede e dedizione.

Il Vangelo di oggi

Gesù prosegue il suo cammino verso Gerusalemme e verso il destino indicatogli dal Padre. Se inizialmente in pochi gli davano credito, adesso una nutrita schiera di seguaci camminava sulle sue orme. Si potrebbe pensare che l’intento di diffondere il Verbo fosse compiuto, ma Gesù non è di questo avviso e mette alla prova la fede di chi lo accompagna nel cammino.

Ecco il Vangelo Secondo Luca (14, 25-33): “In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?

Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: ‘Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro’. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo»”.

Solo chi ha vera fede può donarsi a Dio

Il Gesù descritto nel passo del Vangelo scelto per oggi è giunto quasi al culmine della sua opera di evangelizzazione. Il suo messaggio di pace, amore e uguaglianza ha catturato i cuori dei più umili, la grandezza di miracoli e gesta hanno incuriosito e affascinato chi è in cerca di un leader. Nella società giudaica del tempo un uomo che osava sfidare il potere precostituito non si era ancora presentato e per questo Gesù suscitava grande ammirazione.

Il Messia, però, non voleva essere un condottiero terreno. Il suo compito non era quello di scardinare la società contemporanea per un beneficio di una classe sociale a discapito di un’altra. L’obbiettivo era quello di mutare il cuore delle persone, salvarle dal peccato e condurle nel sentiero della verità. Per fare ciò aveva bisogno di discepoli pronti a tutto pur di difendere nel tempo la sua Parola, capaci di non abbattersi di fronte alla caduta dell’uomo e portare avanti l’idea che esso propugna anche a costo della vita. Per questo motivo con parole dure chiede ai discepoli di abbandonare tutto, dagli averi terreni ai legami affettivi pur di seguirlo. Questo è ciò che ancora oggi viene chiesto ai sacerdoti e ai monaci: un distacco dalla vita terrena dai beni che il mondo offre per ergersi a guida spirituale del popolo.

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Luca Scapatello

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