Il Vangelo di oggi ci dice: “Ma voi, chi dite che io sia?”

Nel Vangelo di oggi 27 settembre, il passo Luca 9, 18-22 ci invita a chiedere a Gesù Cristo di ottenere la fede autentica.

Il Vangelo di oggi ci dice

Gesù s’informa con i discepoli su quale sia la fama di cui gode, quindi chiede loro di non svelare la verità per permettere alla folla di esperirla.

Chi è Gesù?

Nel Vangelo di ieri abbiamo appreso che la fama di Gesù era cresciuta al punto da essere giunta sino ad Erode. La folla riteneva che esso fosse Elia o Giovanni il Battista o ancora uno dei profeti reincarnato. Proprio questa credenza faceva dubitare il Re, poiché non trovava nelle parole e nei gesti di Gesù una somiglianza con tali predecessori. Nel Vangelo di oggi (Luca 9, 18-22) è il Messia a chiedere ai discepoli cosa pensa la gente di lui ed a rivolgere la stessa domanda agli apostoli.

Ecco il passo: “Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno»”.

Il commento al Vangelo di oggi

Il passo odierno ci mostra come Gesù avesse a cuore la folla ed ogni singola persona. Egli riteneva che tutti avessero diritto non solo di conoscere la verità, ma di maturare la vera fede. Dopo aver chiesto ai discepoli cosa la folla pensasse di lui, rivolge la stessa domanda agli Apostoli. La risposta di Simon Pietro gli fa capire che lui ed il resto della comunità che aveva formato avevano sviluppato la vera fede.

Ciò nonostante chiede che non rivelino la sua identità, poiché il suo destino deve compiersi. Se il popolo di Gerusalemme avesse compreso prima del sacrificio, non si sarebbe potuto salvare attraverso di esso. Solo dopo la resurrezione, infatti, tutto il popolo avrebbe avuto la capacità di esperire la verità e ricevere la vera fede. Il passo, dunque, ci invita a chiedere a Gesù di ricevere in dono la vera fede: una fede che deriva nella fiducia nella persona e si nutre dei sentimenti dello stesso Messia.

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Luca Scapatello

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