Vangelo del 5 aprile 2026: la Pasqua inizia con una corsa che contagia tutti

Meditiamo il Vangelo della Santa Pasqua del Signore, 5 aprile 2026, iniziando la domenica con una profonda riflessione sulla Parola del Signore che ci viene offerta da don Luigi Maria Epicoco.

Vangelo 5 aprile 2026
Vangelo 5 aprile 2026-lalucedimaria.it

Nel Vangelo secondo Giovanni si racconta della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, tra stupore e segni misteriosi. Nulla è finito, Gesù ha vinto la morte e ci ha donato la salvezza.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

Prima della fede c’è il cuore. Esso funziona anche in assenza della fede, cioè quando è buio. È lui che possiede un sesto senso che ci conduce verso ciò che stiamo cercando. Ma il cuore da solo è incapace di capire. Ha bisogno della luce. Ha bisogno della fede.

don luigi maria epicoco
don luigi maria epicoco-lalucedimaria.it

‘Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro (…) Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette’.

Il cuore arriva per primo (Giovanni) ma solo quando entra in gioco la fede (Pietro) allora c’è abbastanza luce per “vedere e credere”, cioè per capire ciò che da soli non riusciamo a comprendere: siamo amati e non siamo frutto del caso, e la morte non è il nostro ultimo destino!

Il primo segno della Pasqua è una corsa

La Pasqua inizia con una corsa che contagia tutti.
Prima è Maria di Magdala a correre dal sepolcro ai discepoli;
poi saranno Pietro e Giovanni a “correre insieme” al sepolcro.
Corrono come solitamente fanno i bambini quando non riescono ad aspettare.

Effettivamente la Pasqua non la si può attendere seduti al salotto
perché riguarda il destino di ognuno,
il destino di chi amiamo.
Se tutto non finisce in un loculo di cimitero
vorremmo tutti accertarcene il più velocemente possibile.

La rassegnazione, la tristezza, l’angoscia,
la depressione invece vanno a passo lento.
Non ti permettono di camminare, di cercare, di verificare.
Ti fanno pesare le gambe.

Eppure dal racconto che ne fa l’evangelista Giovanni
nessuno di loro vede subito Gesù Risorto,
ma constatano solo la sua assenza
e il sepolcro vuoto lasciato come se fosse una stanza in ordine.

Ma è proprio questo il primo sintomo della Pasqua:
intuire che forse le cose non sono come le pensavamo noi.
La fede cristiana si fonda sul dubbio delle nostre certezze,
e un po’ alla volta quel dubbio diventa un incontro con Qualcuno.

Ma avremo un intero tempo pasquale
per accorgerci di quando e come accadrà questo incontro.
Per oggi accontentiamoci di sentire
che la gioia mette le ali ai piedi.