Vangelo del 28 settembre 2026: Gesù spiega perché farsi piccoli è il segreto della grandezza

Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco spiega che la vera grandezza non nasce dal sentirsi superiori agli altri, ma dal diventare piccoli e accogliere con la semplicità di un bambino.

Gesù con un bastone nel deserto
Vangelo 28 settembre 2026-lalucedimaria.it

Gesù capovolge la ricerca della grandezza e indica nei bambini la strada da seguire. Don Luigi Maria Epicoco spiega che farsi piccoli significa tornare all’essenziale, affidarsi e smettere di considerare gli altri rivali.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,46-50

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Commento di Don Luigi Maria Epicoco

“Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande»”. L’atteggiamento di chi crede non può mai essere l’atteggiamento violento di chi vuole impossessarsi di una cosa, fosse anche della verità. La verità, invece, va accolta con la stessa delicatezza con cui si accoglie un bambino.

Don Luigi Maria Epicoco
Don Luigi Maria Epicoco-lalucedimaria.it

Mi verrebbe da dire che Gesù attraverso le parole del vangelo di oggi ci sta dicendo che solo la tenerezza ci fa abbracciare (comprendere) il Mistero. Ma questa tenerezza si manifesta innanzitutto nella nostra capacità di farci noi stessi bambini. Si può accogliere Cristo come un bambino solo quando si è disposti a diventare noi stessi piccoli. Questa via di semplicità lungi dall’essere semplicemente una via di semplificazione ingenua.

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È una via di essenzialità. I bambini sono essenziali, chiamano le cose con il loro nome, non fanno lunghi discorsi, vanno dritto al punto. Sanno piangere, sorridere, sanno bene ciò che desiderano, sanno affidarsi, sanno lasciarsi amare, si sentono di qualcuno. Ecco allora qual è il segreto che Cristo ci indica: il farsi bambini come strada che ci libera da tanti fronzoli che da adulti usiamo per sopravvivere ma che ai fini della salvezza sono solo di ostacolo. Ma il Vangelo di oggi si conclude con una precisazione.

È Giovanni che preoccupato riferisce a Gesù: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci». È sempre forte la paura di pensare che “gli altri” possono toglierci qualcosa che è nostro. A volte basta essere fuori dal nostro giro per essere tagliati fuori non solo dalla nostra considerazione ma anche dalla consapevolezza che Dio ama tutti, anche quelli che da Lui sembrano molto lontani. Ma Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

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