Vangelo del giorno 26 settembre 2026: Gesù insegna una verità importante sulla fede

Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco mette a fuoco una delle resistenze più profonde dell’uomo: accettare che la fede non coincida sempre con forza, successo e rassicurazione. 

Gesù parla con un discepolo
Vangelo 26 settembre 2026-lalucedimaria.it

I discepoli ammirano la potenza di Gesù ma rifiutano l’idea della Croce. Don Luigi Maria Epicoco ricorda che credere significa lasciare che Cristo smonti le nostre convinzioni e insegni un modo nuovo di guardare.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,43b-45

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Commento di don Luigi Maria Epicoco

Ci sono dei momenti in cui Gesù sbalordisce, e fa crescere nel cuore dei discepoli una sorta di delirio di onnipotenza. È il momento in cui i miracoli, i prodigi, le parole ben dette fomentano in loro la sensazione di essere invincibili.

Don Luigi Maria Epicoco
Don Luigi Maria Epicoco-lalucedimaria.it

Gesù allora deve intervenire per ridimensionare questa forma sbagliata di percepirlo, fornendo loro l’unica vera grande chiave di lettura della fede, che è l’esperienza della Croce che egli dovrà subire a Gerusalemme: «E tutti furono stupiti per la grandezza di Dio. Mentre tutti erano sbalorditi per tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: “Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini”.

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La reazione dei discepoli è volutamente di chiusura e di incomprensione. Rigettano completamente anche solo l’ipotesi che la fede possa avere a che fare con lo scandalo della debolezza, del dolore, dell’ingiustizia. Eppure, Gesù non è venuto al mondo per sedurre con miracoli, ma per salvare il mondo attraverso la sua passione, morte e risurrezione. «Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento».

I discepoli hanno paura anche di aprire I ‘argomento con Gesù. È la resistenza umana che fanno ad accettare che la fede è una strada diversa da quella che molto spesso ci immaginiamo. Tutta la fede cristiana consiste nel demolire i preconcetti che ci siamo costruiti sulla fede in Cristo e nel lasciare che un poco alla volta Cristo stesso ci insegni una logica nuova, un modo nuovo di guardare le cose.

Fintanto che vivremo in difensiva rispetto a questa logica nuova potremmo solo rendere più difficile la manifestazione del Signore nella nostra vita. Di Gesù non bisogna prenderci solo ciò che ci piace e che ci sembra convenire. Di lui dobbiamo imparare a prendere anche tutto ciò che rigettiamo perché scardina alla base le nostre convinzioni. Ma alla fine proprio lì si gioca il meglio della vita.

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