Vangelo del 25 luglio 2026: la vera grandezza sta nel servire gli altri e scegliere l’ultimo posto

Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco riflette sulle parole di Gesù ai discepoli, ricordando che la vera grandezza non nasce dal potere, ma dal servire gli altri.

Gesù insegna ai discepoli
Vangelo 25 luglio 2026-lalucedimaria.it

Gesù insegna che la vera grandezza non consiste nel comandare, ma nel servire. Chi sceglie l’umiltà e dona la propria vita agli altri segue davvero il suo esempio.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 20,20-28

In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Commento di Don Luigi Maria Epicoco

“Si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno»”. Anche se nel proseguo del racconto il gesto di questa donna prenderà tutta l’indignazione degli altri discepoli e poi di schiere di commentatori che nei secoli hanno parlato di questo brano, io voglio dire subito che a me suscita una immediata simpatia.

don Luigi Maria Epicoco
don Luigi Maria Epicoco -lalucedimaria.it

Questa donna ragiona da madre. Se ha sbagliato lo ha fatto per eccesso di amore. Non poteva però immaginarsi né lei né i suoi figli che cosa mai potesse significare domandare qualcosa del genere. Infatti tutte quelle volte che chiediamo al Signore di condividere qualcosa ci dimentichiamo che la strada è quella della croce non quella della gloria. È la strada del fallimento non del successo. È la strada della discesa non della scalata sociale.

«I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere.Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

La vera grandezza secondo Gesù

Ecco allora come dovrà essere il carrierismo tra i cristiani e nella chiesa soprattutto: una immensa corsa all’ultimo posto. Ovviamente solo dire una cosa del genere suscita immediatamente il nostro sorriso perché ci accorgiamo che non è assolutamente così.

Ecco allora che per questa triste realtà noi sorridiamo, e per il gesto di questa mamma ci indigniamo. Non vorrei che dietro l’indignazione dei discepoli e forse anche la nostra si nascondesse la paura che questa donna ha avuto un’idea geniale. L’ultimo posto è quello di concepire ogni cosa nella nostra vita come servizio e non come potere. È pensare a cosa poter fare per l’altro e non come usare l’altro. Chi vuol essere il primo ceda il suo primo posto, e sarà davvero primo.