Vangelo del 22 giugno 2026: “Non giudicate”, l’invito a cambiare noi stessi prima di correggere gli altri

Nel commento al Vangelo di oggi, Don Luigi Maria Epicoco ricorda che ogni vero cambiamento è frutto di un profondo lavoro su se stessi. Prima di correggere gli altri, Gesù invita a riconoscere le proprie debolezze.

Gesù punta il dito contro i farisei
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Gesù mette in guardia dal giudicare gli altri senza prima farsi un’esame di coscienza.  Lo spiega con l’esempio della trave e della pagliuzza, il che ci fa comprendere quanto sia importante riconoscere innanzitutto i propri limiti, prima di correggere il prossimo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,1-5)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Commento di don Luigi Maria Epicoco

Chi di noi non vorrebbe un mondo migliore? Chi di noi non vorrebbe svegliarsi la mattina e vivere in un mondo dove l’odio, le guerre, le ingiustizie sociali, l’inquinamento, non ci siano più? Ebbene, sappiate che tutto questo è possibile solo a patto che si capisca da dove bisogna cominciare.

Don Luigi Maria Epicoco
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Molti tentativi di cambiamento del mondo sono falliti semplicemente perché abbiamo cercato di cambiare il mondo intorno a noi non comprendendo che il più grosso contributo che potevamo dare al cambiamento eravamo innanzitutto noi stessi. Sarò forse questo il significato delle parole di Gesù nel vangelo di oggi: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave?”.

Tutto quello che di bello vorremmo vedere al mondo dobbiamo trovarlo innanzitutto dentro di noi. E tutto quello che di brutto vorremmo non ci fosse al mondo dobbiamo sradicarlo innanzitutto da dentro di noi. Ma non c’è bisogno di andare con il pensiero alle grandi guerre o agli squilibri climatici, a volte i cambiamenti che desideriamo riguardano casa nostra, le nostre famiglie, la cerchia dei nostri amici.

Più che accumulare malcontento dovremmo cominciare a dire come io posso cambiare affinché tutto cambi. Io sono il vero inizio di ogni cambiamento. Io innanzitutto. E a chi non vuole dare inizio al cambiamento a partire proprio da se stesso allora è bene ricordare che non ha nemmeno più il diritto di lamentarsi. Infatti lamentarsi di qualcosa che non va può farlo solo chi ha fatto tutto quanto era in suo potere per cambiare le cose.

Diversamente siamo solo ipocriti: “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”. Questo tipo di cataratte le si cura solo con un collirio fatto di sana umiltà, di esame di coscienza, e di buona speranza che se inizio io forse la notte non sarà così buia.