Meditiamo il Vangelo dell’11 aprile 2025, iniziando la giornata con una profonda riflessione sulla Parola del Signore.
Dal Vangelo di oggi:«Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».
Venerdì della quinta settimana di Quaresima
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a Colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».
Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore.
Lode a Te o Cristo.
Questa riconciliazione è la ri-creazione del mondo, e questa è la missione più profonda di Gesù: la redenzione di tutti noi peccatori. E Gesù questo lo fa non con parole, non con gesti, non camminando sulla strada, no! Lo fa con la sua carne. È proprio lui, Dio, che diventa uno di noi, uomo, per guarirci da dentro, a noi peccatori. (…) Questo è il miracolo più grande. E con questo cosa fa Gesù? Ci fa figli, con la libertà dei figli. E per questo che ha fatto Gesù noi possiamo dire: “Padre!”. Al contrario, mai avremmo potuto dire questo. “Padre!”, e dire “Padre” con un atteggiamento tanto buono e tanto bello. Con libertà.
Questo è il grande miracolo di Gesù. Noi schiavi del peccato, a tutti, ci ha fatti liberi, ci ha guarito proprio nel fondo della nostra esistenza. Ci farà bene pensare a questo e pensare che è tanto bello essere figlio. È tanto bella questa libertà dei figli, perché il Figlio è a casa. Gesù ci ha aperto le porte di casa, noi adesso siamo a casa. (…) Quella è la radice del nostro coraggio: sono libero, sono figlio, mi ama il Padre e io amo il Padre.
Chiediamo al Signore la grazia di capire bene questa opera sua, questo che Dio ha fatto in Lui. Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo affidando a noi la parola della riconciliazione. E la grazia di portare avanti con forza, con la libertà dei figli, questa parola di riconciliazione. Noi siamo salvati in Gesù Cristo e nessuno ci può rubare questa carta d’identità: mi chiamo così, figlio di Dio. Bella carta d’identità. Stato civile: libero. Così sia. (Omelia Santa Marta, 4 luglio 2013)
Fonte: vaticannews.va.it
Onorato con il titolo di lavoratore, san Giuseppe è posto a modello oltre che come…
Meditiamo il Vangelo del 1° maggio 2025, iniziando la giornata con una profonda riflessione sulla…
Giovedì giorno della devozione al Santissimo Sacramento. Ecco la preghiera del mattino da recitare oggi…
“Abbracciami nella tua Misericordia”. È la preghiera della sera da recitare questo mercoledì per meditare…
Il dipinto della Madonna di Capocolonna viene dato alle fiamme dai Turchi senza che il…
Fondatore della Casa della Divina Provvidenza, san Giuseppe Benedetto Cottolengo è stato un sacerdote che…