Vallepietra: un Santuario che celebra la SS. Trinità – Video

Vallepietra: un Santuario che celebra la SS. Trinità
SS. Trinità

In questo giorno, in cui celebriamo la SS. Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vogliamo raccontare la storia di uno dei più caratteristici Santuario italiani, dedicato proprio alla Trinità, che celebra anche il 16 Febbraio, data legata ad un’apparizione.
Si tratta di un Santuario che si trova nel comune di Vallepietra (RM), appartenente alla Diocesi di Anagni-Alatri, posizionata sul confine tra il Lazio e l’Abruzzo.

Molti pellegrini, ogni anno, e nelle date indicate dalla Diocesi e che ricordano i momenti salienti di questa devozione e dell’apparizione della SS. Trinità sul Monte Autore, si trovano ai piedi della montagna, per avviarsi a raggiungere il Santuario.
In processione, benedetti e guidati dal loro Vescovo, in meno di 3 ore, giungono a destinazione e scorgono e visitano la grotta, che conserva l’immagine della SS. Trinità.

I fedeli, poi, escono, da quel luogo santo, senza mai dare le spalle all’effige, in segno di grande rispetto.
Ecco le parole di Monsignor Ponzi, che presiedeva la Santa Messa, il 16 Febbraio dello scorso anno: “Ricordo che, nel 2000, quando sono arrivato qui al Santuario come rettore, il giorno dell’apparizione eravamo una ventina di persone. Con il passar degli anni, questo giorno sta diventando molto importante”.

All’interno del Santuario c’è anche un dipinto di Santa Giuliana da Nicomedia; anch’essa si celebra il 16 Febbraio, come, secondo la tradizione, “il giorno della Sagra della Trinità” di Vallepietra.
La presenza di Santa Giuliana di Nicomedia, fa pensare ad una possibile origine orientale del culto, come suggerisce anche l’atteggiamento benedicente delle tre Persone della Trinità: “Le tre persone sono perfettamente uguali, ciascuna con un libro sorretto dalla mano sinistra e con la mano destra nell’atto di benedire alla maniera greca, cioè unendo pollice a anulare.”

Perché Vallepietra festeggia la SS. Trinità il 16 Febbraio?

Lo spiegano molte leggende, ma noi scegliamo di raccontare le più accreditate e diffuse.
La prima riguarda una pergamena, in cui si leggeva che “due ravennati, residenti a Roma, si portarono sul Monte Autore per sfuggire alla persecuzione di Nerone. Qui furono visitati dagli apostoli Pietro e Giovanni che, sbarcati a Francavilla, avevano attraversato il Regno di Napoli.

Un angelo, apparso ai quattro, portò loro dal cielo il cibo e fece scaturire dalla terra la sorgente. Il giorno seguente, apparve la Santissima Trinità, che benedisse il Monte Autore, alla pari del Sinai e dei luoghi santi della Palestina”.
La seconda leggenda racconta di un contadino che “mentre arava il terreno in cima al colle della Tagliata vide cadere, nel sottostante precipizio, i buoi e l’aratro. Portatosi sul ripiano alla base della grande parete rocciosa vide, con grande meraviglia, i buoi inginocchiati davanti ad un misterioso dipinto della Trinità, apparso all’interno di una piccola grotta. L’aratro era rimasto in alto impigliato in una sporgenza della roccia”.

Come e quando raggiungere il Santuario

Il Santuario della SS. Trinità di Vallepietra, dunque, si trova in alta montagna, precisamente a 1337 metri s.l.m..
La costruzione è abbarbicata al di sotto di un grande masso, lungo la parete del monte Autore (a 1885 metri s.l.m.).
Il percorso dei pellegrini, che partono da Vallepietra, è di 14 chilometri e, li, si recano annualmente, per onorare e chiedere le grazie alla sacra icona, in essa conservata.
Il luogo è collegato ai Benedettini di Subiaco e l’affresco, all’interno di una grotta, è in stile bizantino.

Ogni gruppo di pellegrini porta, fin li in altro, lo stendardo della parrocchia o del comune di appartenenza; molti portano con se dei fiori, da lasciare in omaggio nel Santuario, mentre tanti uomini si caricano sulle spalle il ramo di un albero, preso lungo il tragitto, in segno di penitenza e devozione.

Solitamente, i gruppi di pellegrini passano tutta la notte in quel luogo, cantando e pregando, fino all’alba. Il giorno dopo, viene intonato il “pianto delle zitelle”, un canto tradizionale (che potete seguire nel video qui sotto), eseguito da un gruppo di donne di Vallepietra, che ricorda gli eventi salienti della Passione di Cristo.
Il “pianto delle zitelle” è stato attribuito a colui che fu Abate del Santuario dal 1685 al 1725, ossia fra’ Francesco Tozzi, che si rifece, probabilmente, al “pianto della madonna” composto da Jacopone da Todi, il religioso e poeta che oggi è Beato.

Il Santuario rimane chiuso, abitualmente, dal 3 Novembre al 30 Aprile, ma il 16 Febbraio viene riaperto, proprio in ricordo dell’apparizione della SS. Trinità.
Singolare è sapere che, nei dintorni di quelle terre, vennero girate molte le scene del film western, con Bud Spencer e Terence Hill, dal titolo “Lo chiamavano Trinità”!

Antonella Sanicanti