Covid, vaccino e patentino: troppi dubbi irrisolti – La libertà negata

In tutto il mondo si preannuncia l’arrivo del vaccino. Molti però i dubbi su come verrà somministrato. Si parla già di obbligatorietà, o di una presunta “patente”.

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Vaccino, si pensa all’obbligatorietà: ma i dubbi sono tanti

Ma veramente si pensa che possa essere lecito rendere obbligatoria la vaccinazione per gli adulti, di un prodotto realizzato in tempi record, e con molte ombre alle spalle? Da giorni, infatti, sono molte le proteste a proposito.

Molti dubbi sul vaccino, ancora più sulla sua obbligatorietà

In linea di principio si tratta di una ipotesi assurda. Soprattutto se venisse proposta con il solito Dpcm cui ci si è ormai abituati dall’inizio della pandemia.  Lo stesso principio varrebbe anche con lo strumento del decreto legge. Una questione così delicata dovrebbe infatti e necessariamente presentarsi di fronte al Parlamento. Che a quel punto avrebbe molte ragioni di ordine, sia morale che pratico, per rigettarla in toto.

L’idea che la scienza possa riuscire a testare in così poco tempo, ottenendo le necessarie autorizzazioni, un vaccino che in condizioni normali richiederebbe anni di lavoro e sperimentazioni, mettendolo persino in commercio, è già di per sé molto dubbia. Ma solamente pensare che questo possa essere reso obbligatorio dai Governi, ad alcuni fa venire i brividi. Ad altri, semplicemente, fa scattare molti dubbi.

La Costituzione vieta chiaramente di imporre trattamenti sanitari

Nel nostro Paese, solamente per i bambini è obbligatoria la vaccinazione, con in seguito i richiami, per circa una decina di malattie. I genitori che si rifiutano sono sottoposti a una sanzione, e il figlio è impossibilitato a frequentare la scuola dell’infanzia.

Tuttavia, l’articolo 32 della Costituzione italiana è ben chiaro a proposito. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, a meno che non avvenga per disposizione di legge. Questo significa che lo stato, almeno teoricamente, potrebbe imporre la vaccinazione attraverso un Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Vaccino: Conte parla in tv di TSO per chi non lo fa. L’idea impensabile

Una parolina che Conte ha pronunciato durante l’ultima diretta televisiva e che ha fatto inorridire la maggior parte degli italiani che sanno di cosa si tratta. Per implementare una misura di sanità pubblica di tale portata, infatti, è necessario vagliare anche il livello di accettazione della stessa nel Paese. In sostanza, non si può imporre forzatamente un farmaco all’intera popolazione nazionale.

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E nel caso di specie, con un vaccino realizzato in tempi così brevi e sospetti difficilmente l’opinione pubblica nazionale lo accetterebbe senza riserve. In caso contrario, un obbligo scatenerebbe reazioni sociali e politiche molto violente. C’è poi tutto il tema delle possibili controindicazioni ed effetti collaterali della vaccinazione, che sembrano esserci in percentuale significativa, anche del 5 per cento, il che non è un fatto di poco conto.

La sicurezza del vaccino che però non potrà mai esserci

Alla luce di tutto ciò, è abbastanza evidente che sarebbe il singolo a dover scegliere, liberamente, se vaccinarsi o meno. Come avrebbe dovuto essere in molti casi anche riguardo alle restrizioni legate all’emergenza pandemica. Il vaccino, inoltre, non potrà di certo essere sicuro al 100 per cento, e chi lo prova a dire sostiene una falsità.

Nessun vaccino infatti può avere questo tipo di sicurezza. Tant’è che in Italia esiste una legge che prevede un indennizzo per le persone danneggiate da complicanze, spesso anche di tipo irreversibile, a causa di vaccinazioni obbligatorie. Il che la dice lunga. La Corte Costituzionale, come spiega il giurista Gianfranco Amato, ha poi allargato l’indennizzo anche ai soggetti danneggiati ma vaccinazioni solo raccomandate, e non obbligatorie.

Ricorrere al TSO per la vaccinazione? Pura follia

In sostanza, l’idea di ricorrere al TSO per la vaccinazione è pura follia. Non a caso, il Comitato Nazionale di Bioetica lo scorso 27 novembre 2020 ha duramente respinto questa possibilità. Il loro auspicio è quello di privilegiare l’incoraggiamento della popolazione. Pensare cioè che si possano sottoporre a TSO milioni di cittadini che rifiutano la vaccinazione è assolutamente inconcepibile.

In Svizzera, ad esempio, alcun vaccino può essere somministrato sotto costrizione. Per chi si rifiuta non è prevista alcuna pena, però accade che le persone che non vi si sottopongono vengono allontanate da determinati luoghi, anche con metodi coercitivi. Si parla di limitazioni nell’accesso a determinate professioni, attività, luoghi pubblici- Addirittura si rischia di essere posti in estremo isolamento.

L’idea malsana del patentino per chi non si sottopone al vaccino

Purtroppo, anche i Italia pare che siano molte le persone che hanno tentato di avanzare pubblicamente questa ipotesi. Addirittura sembra che lo stesso ministro della Sanità starebbe pensando di tracciare tutte le persone che hanno avuto la somministrazione del vaccino. Ciò, al fine di rilasciare patentini di avvenuta vaccinazione, che potrebbero essere richiesti per gli spostamenti, in Italia e da uno Stato all’altro.

Vaccino, si pensa all'obbligatorietà: ma i dubbi sono tanti
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Insomma, per i membri dell’attuale esecutivo guidato dal premier Conte, a chi si vaccinerà contro il Covid verrà consegnato una sorta di “patentino”. Una piattaforma informatica dovrebbe così gestire la verifica della somministrazione, per sapere come si chiamano le persone che hanno fatto il vaccino e dove lo hanno fatto. Un po’ nello stile di Immuni, ma molto più invasiva e problematica.

Un’idea con conseguenze molto serie e che trova molti critici

Soprattutto, con conseguenze molto serie sulla vita e sulla libertà delle persone. I più critici sostengono che sembra di essere tornati agli anni della Seconda guerra mondiale, con l’obbligo di “marchiare” gli ebrei con la stella gialla di David.

L’ipotesi è dimostrata ad esempio dalle affermazioni del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Su Twitter, Gori ha scritto: “Niente obbligo, ma facciamo che a scuola, nei luoghi di lavoro, negli uffici pubblici, nei cinema, nei teatri e negli stadi entra solo chi è vaccinato. Poi ognuno si regola”.

Ma se molti si rifiutassero, a quel punto sarebbe paralisi totale

Il senatore renziano Davide Faraone si è addirittura spinto oltre invocando il “passaporto sanitario integrato al vaccino”. Senza cui verrebbe impedito l’accesso a “luoghi pubblici con rilevante presenza di soggetti a rischio, come scuole e ospedali”.

L’idea però sarebbe, anche qui, ben contraddittoria. Ci si chiede come si può pensare di rinchiudere in casa milioni di italiani. Magari numerosi insegnanti, magistrati, medici potrebbero rifiutare di sottoporsi al vaccino. Gli stessi sarebbero chiamati ad allontanarsi dal posti di lavoro. L’Italia si troverebbe immersa da un momento all’altro nel mezzo di una paralisi totale. Senza contare il problema dei cittadini stranieri che vengono in Italia.

Vaccinarsi non sarà comunque la soluzione alla crisi del Covid

Al netto di tutto ciò, e dei toni trionfanti per i vaccini che sarebbero in arrivo, emerge che, in ogni caso, vaccinarsi non resterà comunque la soluzione alla crisi del Coronavirus. La popolazione infatti, nonostante il vaccino, dovrà continuare a osservare tutte le restrizioni imposte, come mascherina, igiene e distanziamento.

Vaccino, si pensa all'obbligatorietà: ma i dubbi sono tanti
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All’inizio non ci saranno infatti dosi per tutti. L’impatto del vaccino, insomma, sarebbe chiaro solo in un secondo momento. La sostanza di tutto ciò, è che i dubbi sono molti, molto più che le certezze. Il che fa pensare che no, il vaccino non è la salvezza. E che no, non va tutto bene.

Giovanni Bernardi

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