Utero in affitto, senatore Pillon: “Il Comune di Roma ha ammesso la violazione”

Utero in affitto, senatore Pillon: "Il Comune di Roma ha ammesso la violazione"Mentre continua l’azione politica delle associazioni pro-life italiane tesa a scongiurare la legalizzazione della pratica dell’utero in affitto nel nostro Paese, il Comune di Roma ha dichiarato non valida la trascrizione dell’atto canadese che conferiva ad una coppia omosessuale il titolo di genitori di un bambino nato attraverso quella pratica. Si tratta della seconda affermazione contraria alla trascrizioni di certificati di nascita esteri legati alla pratica della maternità surrogato dopo che la Procura di Pesaro ha bloccato la trascrizione di un simile atto richiedendo una prova del dna che attesti la consanguineità dei genitori con i bambini (nel caso di Pesaro si tratta di due gemelli).

Senatore Pillon: “Il comune di Roma mi ha confermato che si è trattato di un atto non conforme al quadro normativo”.

A darne notizia è stato, secondo quanto riportato da ‘Il Messaggero‘, il senatore della Lega Simone Pillon, capogruppo in Commissione Giustizia al senato per il partito di Salvini e promotore del Family Day in diverse occasioni, nonché promotore degli esposti che le associazioni pro vita ‘Citizen Go‘ e ‘Generazione Famiglia‘ hanno alle procure di Milano, Bologna, Torino, Pesaro e Firenze in cui denunciavano il tentativo di far approvare la maternità surrogato ed il commercio di gameti in Italia manomettendo l’ordinamento giuridico italiano, proprio attraverso la trascrizione degli atti esteri.

Il Senatore Pillon ha spiegato di aver fatto richiesta di trasmissione degli atti della trascrizione in oggetto e che lo scorso 6 giugno la Direzione dell’Aire e il Dipartimento dei Servizi Delegati del Comune di Roma gli hanno risposto: “L’Ufficiale di Stato Civile ha agito in totale autonomia, non in linea con il vigente quadro normativo”, sottolineando inoltre che la questione è già posta all’attenzione della Procura di Roma. Per sapere se l’atto verrà definitivamente annullato non resta, dunque, che attendere la decisione a riguardo della Procura capitolina, nonché quella che arriverà dalla Corte di Cassazione il prossimo autunno.

Luca Scapatello