Utero in affitto: facciamo qualche domanda alla dottoressa Laura Corradi, sociologa del corpo, docente all’Università della Calabria, eco-femminista.
Molti bambini, nati da madri surrogate, sono giunti anche in Italia, poiché i loro genitori li hanno portati dall’estero, dopo aver affittato l’utero in cui sono cresciuti per nove mesi e ricompensato la loro madre biologica, per la sua “disponibilità”.
Ecco le parole delle dottoressa Laura Corradi in merito: “Il turismo riproduttivo c’è sia quando siamo in presenza di una legge che vieta, sia quando la legge consente: ad esempio, in Nepal, la maggioranza delle persone che si rivolgono a cliniche per la Gpa vengono da Stati Uniti ed Israele, dove la surroga di gravidanza è legale; vanno lì perché costa molto meno, nel mercato globale neoliberista, dove tutto diventa merce”.
Molti sono gli Stati che hanno delle cliniche specializzate per la procreazione medicalmente assistita, ma non è detto che si preoccupino anche di informare madri surrogate o “affittuari” dei rischi, per la salute materna ed infantile.
“In realtà i casi di surroga etica sarebbero davvero pochissimi; nella quasi totalità si tratta di Gpa commerciale, dove persone benestanti, o che hanno privilegi geo-politici, sfruttano sul piano riproduttivo una donna, che ha minori mezzi economici, status, educazione. Questo non significa che la madre surrogante non abbia un guadagno, ma questo avviene spesso a scapito della sua salute psico-fisica”.
C’è da considerare che la gravidanza, con queste tecniche, può arrivare anche dopo molti tentativi o aborti spontanei. Le madri surrogate vengono pagate solo alla “consegna”!
E la dottoressa Laura Corradi ci spiega il perché: “Il motivo per cui in Italia gran parte della sinistra e del femminismo sono favorevoli alla Gpa è legato al fatto che il Vaticano è contrario. È dai tempi del referendum sul divorzio che l’intrusione della Chiesa viene percepita come insopportabile da larghi settori della società. La contrapposizione cattolici-laici impedisce che si crei in Italia un dibattito realistico sul tema dell’utero in affitto”.
Invece, si dovrebbe essere in grado di bypassare le ideologie e le prese di posizione radicalizzate, per occuparsi delle salute delle donne, di tutte le donne.
Antonella Sanicanti
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