Sempre più si rischia di ridurre la Provvidenza del Signore a semplice azione di solidarietà umana. Eppure ci sono testimonianze limpide di come l’amore di Dio generi storie e incontri che vanno al di fuori della portata di ogni singolo essere umano.
La testimonianza di suor Nevia, insieme a quella di tanti altri uomini e donne di Dio che agiscono in Suo nome, è a tal proposito molto eloquente e ci mostra uno spaccato di eternità.
Suor Nevia delle Monache guida da tre anni la mensa per i poveri nel convento di San Girolamo a Siena. Ogni giorno incontra ospiti, di cui gran parte migranti ma anche molti cittadini di Siena, che si recano di fronte a lei per domandare qualcosa da mangiare. “Per noi i poveri sono i primi. Riusciamo a fare tutto perché lo facciamo insieme”, spiega la religiosa, che ogni giorno dedica tutta sé stessa alla cura del prossimo e al servizio di ogni ultimo che incontra.
“Riusciamo a farli sentire un po’ a casa. Non vivono questo posto come un ghetto ma come un luogo dove trovano attenzione, un sorriso e si aprono parlando, raccontando e confidandosi. Spesso non riesco a servire i pasti a tavola, perché in molti mi chiamano per parlarmi”, ha spiegato la religiosa all’agenzia dei vescovi.
È infatti anche in questo modo che oggi, con i problemi anche di ordine materiale che crescono di giorno in giorno e si fanno sempre più complessi, di pari passo con la società in cui si è inseriti, si manifesta la Provvidenza cristiana. Grazie cioè alla mano tesa di tanti uomini e donne di Dio che in suo nome, e grazie a un rapporto costante e diretto con Lui, donano tutte sé stesse per aiutare il prossimo facendosi riflesso diretto dell’amore del Padre.
Non si tratta infatti di una semplice azione di solidarietà, ma di un’opera di misericordia che prende spunto dall’Annuncio della Parola di Vita che il Signore ha donato all’umanità e che loro hanno incontrato in maniera molto concreta nella loro vita. Testimoniandola al prossimo. “Prima di tutto c’è il Signore che provvede alle persone che vengono ad aiutare, a quelle che girano per le case, alla roba. Io sto facendo veramente un’esperienza di fede”, dice la religiosa.
La mensa si trova in via dei Servi, 2 a Siena, in piena Contrada di Valdimontone. Siamo cioè a poche centinaia di metri da piazza del Campo, e dalla piazza che doveva essere simbolo della ricchezza economica diventata invece emblema delle malefatte del mondo della finanza, quello cioè dei potenti del mondo, a causa delle vicende legate al Monte dei Paschi di Siena.
Proprio a due passi da quella piazza, paradosso dei paradossi, si accede da una porticina ai servizi offerti ai più poveri dalle suore di San Vincenzo de Paoli, insieme ad almeno quaranta volontari che ogni giorno si prodigano per offrire cibo a chi non ne ha. Oppure il servizio docce e la distribuzione di indumenti e di generi alimentari. Formando spesso una visibile fila fuori dalla porta, per entrarvi all’interno.
Forse è proprio da questi sprazzi di carità e di amore eterno che si intravede la rinascita da una società sempre più corrotta dall’egoismo e dall’avidità, in cui il Signore tuttavia sta operando silenziosamente, per vie sotterranee, ma senza mai abbandonare i suoi figli che ripongono tutto in Lui, e nella sua Provvidenza divina.
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