Uno Stalin convertito, chi se lo sarebbe mai aspettato?

 

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L’incredibile storia di conversione di Svetlana Allilueva, la figlia di Stalin

Stalin è passato alla storia per aver con i piani quinquennali portato la Russia ad un periodo di grande rinnovamento e splendore economico, per aver resistito all’attacco dei tedeschi nella seconda  guerra mondiale ed insieme agli americani aver condotto l’Europa ad un periodo di pace dopo gli anni terribili di devastazione portati dai nazisti. Alla storia Stalin ha consegnato anche la figura di un dittatore autoritario, capace di imporre un modello economico basato sullo stato laico e fortemente accentratore, ma anche per aver associato il suo potere ad un regime che non tollerava gli avversari politici, che procedeva alle purghe degli oppositori per incutere timore e mantenere il controllo.

Della storia nota a tutti e qui riassunta in poche righe che non contemplano la complessità di quel periodo sociopolitico, mancano i particolari legati alla sua vita privata, parte della quale viene raccontata anni dopo dalla figlia Svetlana Allilueva, avuta con la moglie Nadezhda Allilueva. Nata nel 1926, la piccola Svetlana rimase orfana di madre (sembra che la donna si sia suicidata, ma sugli eventi di quella notte permangono ancora dubbi) nel 1932, a soli sei anni. Il padre cercò di starle vicino il più possibile, provando a donarle un infanzia serena, tutti la trattavano come se fosse una “Zarina”(principessa) e quando i genitori dei compagni di classe venivano colpiti dalle purghe faceva in modo che la bambina non entrasse in contatto con la dura realtà spostando i bambini in altre classi.

Quando Svetlana raggiunse una maggiore consapevolezza il rapporto tra i due si inclinò, all’età di sedici anni, infatti, trovò un documento che rivelava dettagli sul suicidio della madre e venne sconvolta dall’allontanamento di due suoi zii (due figure a cui era molto affezionata). Da quel momento in poi la figlia di Stalin, seppur legata alla figura del padre, non riuscì più a seguire la sua parola. Un anno dopo la ragazza si sposò con Grigory Morozov, compagno di studi di origine ebrea, che il padre non volle mai incontrare. Nel 1945 i due ebbero un figlio che chiamarono Joseph, ma  erano troppo giovani ed il matrimonio si concluse nel 1947. Poco dopo Joseph Stalin combinò un secondo matrimonio con il figlio di un suo collaboratore, Yuri Zhdanov, unione dalla quale nacque la seconda figlia Yekaterina ma che anche in questo caso l’unione non ebbe successo.

Nel 1953 Stalin è morto, un giorno di estremo dolore per la figlia che anni dopo lo ricordava ancora con angoscia: “L’agonia era terribile, venne letteralmente soffocato dalla morte. In quello che sembrava essere l’ultimo istante di vita, ha improvvisamente aperto gli occhi, gettando uno sguardo sui presenti nella stanza, uno sguardo terribile, folle o forse di rabbia, pieno di paura. Poi, d’un tratto, ha alzato la mano sinistra. Il gesto era incomprensibile, sembrava di minaccia. E’ morto nell’istante successivo”. Questo evento le ha cambiato la vita, cominciò a lavorare come docente a Mosca ed il suo lavoro la condusse in India, dove, grazie all’influenza del suo convivente  Brajesh Singh, abbandonò l’ateismo per abbracciare la Chiesa Ortodossa (la conversione avvenne nel 1967 in una Chiesa di Nuova Dheli).

L’aver abbracciato la religione condusse Svetlana ad una attenta analisi interiore, nel ’69 grazie alla frequentazione della Chiesa Cattolica di Friburgo ed all’amicizia con Padre Garbolino, fece il suo primo viaggio a Fatima e decise di abbracciare la fede Cattolica. Per un momento pensò addirittura di diventare suora ma in seguito ha capito di non avere ricevuto la vocazione, in quel periodo conobbe quello che divenne il suo terzo marito e padre della sua terza figlia Olga ( William Wesley Peters). Nel 1982, la figlia di Stalin chiese ed ottenne il Battesimo Cattolico nella Chiesa Cattolica di Cambridge durante la festa di Santa Lucia.

 

Da quel giorno Svetlana Allilueva non smise più di credere in Dio ed educo i suoi figli secondo gli insegnamenti della chiesa Cattolica fino alla sua morte avvenuta il 22 novembre 2011.