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Miracoli e Testimonianze

Il dottore che vede Dio nei pazienti malati di cancro

 

La lettera di un dottore, che ha una grande fede, sta facendo il giro del web e sta richiamando tutti alla speranza che non muore mai.
E’ stata pubblicata qualche mese fa, ma, in questo periodo di attesa del Santo Natale, è bene ricordarla.
L’oncologo João Carlos Resende è un dottore dell’ospedale “De Câncer di Barretos”, nel Sud America. E’ dunque un medico che fa i conti ogni giorno con il dolore di tante persone, che soffrono terribilmente, molte delle quali per mali incurabili.
Ma ciò che lui scrive va al di la delle pene umane e anche della sua percepibile professionalità.

La spiritualità del dottore riesce a vedere Dio nel paziente che gli si rivolge con la speranza di essere salvato, un Dio che si fa piccolo per parlare al nostro cuore e diventa grande quando, accettando su di se ogni dolore, passa oltre il nostro sguardo atterrito e mostra come lottare contro gli assalti più grandi e vincere, sicuri che lui ci aspetta, dall’altra parte della paura, per accoglierci tra le sue braccia.
Ecco il testo del dottore, un estratto del post pubblicato su Facebook:

Il post sui Social

“Settimana corta e stancante, cuore agitato, mente in un turbinio. Dio oggi ha deciso di farmi visita. Aveva un corpo esile, il volto segnato dal sole, le mani con la ruvidità di chi ha lavorato sodo tutta la vita e un odore di lavanda mescolato alle ceneri di una stufa a legna. (…) I suoi occhi sfuggivano i miei. Come poteva Dio farsi così piccolo? Poi ho ricordato che lo sa fare molto bene.
Ho ricordato che si è fatto uomo, è pane e sarà sempre il grande, piccolo Dio. Sembrava vergognoso, ansioso di avere notizie, purtroppo non molto buone. Era stanco per il viaggio, per la sala d’attesa gremita e gli anni di lotta contro il cancro. Di fronte alla grandezza di fronte a me ho aumentato la mia piccolezza per poter entrare nella minima breccia che ho osato aprire in quella vita. (…)
“Dottore, non me lo dica”.

Il suo volto si è intristito, e quanto mi ha fatto male vedere Dio fatto carne lì davanti a me.
“Signora Socorro, non sia triste. Ho un cuore tenero e potrei mettermi a piangere”. Mi ha guardato e sono riuscito a veder brillare i suoi occhi saggi mentre diceva: “Piangerò a casa perché lei non mi veda”.
Quanto mi ha fatto bene. Come può Dio visitarmi in quel modo? La mia stanchezza è passata. C’era solo spazio per l’emozione. Ho esaminato quel piccolo corpo. Cuore forte e rumoroso, polmoni che hanno soffiato in me lo spirito della vita (…).

Pensavo a quanto avrei voluto poter eliminare con le mie mani ciascuno di quei tumori, e allo stesso tempo mi emozionavo perché con quella visita Dio eliminava ciascuno dei miei, non quelli fisici. La mia prescrizione era quello che importava meno in quel contesto, ma l’ho fatta comunque.
“Signora Socorro, le prescriverò quella medicina fastidiosa, serve per cercare di controllare la malattia”.
Umile ha risposto: “Se deve”.
Alla fine, dopo pochi minuti eterni di grazia, Dio mi ha guardato e mi ha detto: “Dottore, il resto può essere malato e non andare, ma il mio cuore è grande e buono”. Ah, Dio! Che cuore!
Emozionato, ho chiesto solo un abbraccio e ho ringraziato per tutto quello. Ho guadagnato di più. Ho guadagnato una foto, l’affetto e la certezza che Dio è sempre con me e mi fa sempre visita in vari modi. Oggi Egli mi ha visitato, mi ha curato e mi ha dato la forza per andare avanti. Ironicamente, è uscito da quella sala e ha detto: “Dio sia con te, dottore”.
“Sono stato con Lui, signora Socorro”.”.

Antonella

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Antonella

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