Papa Leone XIV, Udienza 11 marzo 2026: «La Chiesa sia luce del mondo, non esiste per se stessa»

Non un’istituzione chiusa, ma una comunità in cammino. Papa Leone XIV, nell’Udienza Generale di oggi, rilancia la missione della Chiesa: essere Popolo di Dio capace di riflettere nel mondo la luce della speranza e il volto della misericordia.

papa Leone XIV
Papa Leone XIV all’Udienza Generale – lalucedimaria.it

In una piazza San Pietro bagnata da una leggera pioggia, stamattina, 11 marzo, papa Leone XIV ha tenuto la sua consueta Udienza Generale. Prosegue il ciclo di catechesi sui documenti magisteriali del Concilio Vaticano II per una migliore conoscenza e un approfondimento.

Anche questo mercoledì il pontefice ha continuato ad illustrare la costituzione dogmatica Lumen Gentium soffermandosi sul II° capitolo dedicato al popolo di Dio.

Papa Leone XIV all’Udienza Generale: la Chiesa è il popolo che vive in Cristo

Dopo la lettura di un brano tratto dal Libro del profeta Geremia ha avuto inizio la catechesi del papa. Dio che ha creato il mondo ha scelto di compiere la sua opera di salvezza scegliendo un popolo concreto e abitando in esso, sottolinea il papa.

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Papa Leone in papamobile in piazza San PIetro – lalucedimaria.it

Stringe un’Alleanza con i figli di Abramo prendendosene cura ogni volta che si samrriscono. Il popolo di Dio è chiamato a diventare luce per le altre nazioni, come un faro che ha il compito di attirare a sé tutti i popoli. Come afferma il Concilio questo prefigura la nuova e perfetta Alleanza che si compie con Cristo.

Gesù, infatti, raccoglie questo popolo e vi fa comprendere gente proveniente da qualunque nazione. Si tratta di un popolo “unificato dalla fede in Lui, dall’adesione a Lui, dal vivere della sua stessa vita“.

La Chiesa è proprio questo: ” è il popolo di Dioo che trae la sua esistenza dal Corpo di Cristo e che è esso stesso il Corpo di Cristo“, afferma.

È un popolo diverso dagli altri, è “convocato da Dio e fatto di donne e uomini provenienti da tutti i popoli della terra“. Questo popolo non ha come principio unificatore una lingua, una cultura o un’etnia, ma la fede in Cristo.

Come afferma un’espressione del Concilio, la Chiesa è “l’assemblea di coloro che guardano con la fede a Gesù“. Il papa evidenzia che si tratta di un “popolo messianico” che ha per capo il Messia, Cristo.

Ciò che conta davvero è dunque “essere innestati in Cristo, essere per grazia figli di Dio“. Questo è anche “l’unico titolo onorifico che dovremmo ricercare come cristiani” ricorda il Santo Padre.

L’amore come legge della Chiesa Universale

In conseguenza di ciò, papa Leone spiega che la legge che anima la Chiesa è l’amore, e la sua meta è il Regno di Dio. Ne consegue anche che, unificata in Cristo la Chiesa non può mai essere ripiegata in se stessa, ma deve essere aperta a tutti e per tutti.

Il Concilio ricorda che tutti gli uomini sono chiamati a far parte del popolo di Dio , che perciò restando uno ed unico si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli. Questo perché Dio in principio ha creato la natura umana, una, e vuole radunare tutti i suoi figli che si erano dispersi.

I credenti sono pertanto chiamati a diffondere il Vangelo ovunque e a tutti affinché ciascuno possa entrare in contatto con Cristo. Annunciare il Vangelo e dare testimonianza in ogni ambito della vita è quanto sono chiamati a fare i cristiani. La Chiesa è dunque “chiamata ad essere luce del mondo e testimone della misericordia“.

La morte del sacerdote in Libano

Il Santo Padre ha ricordato la morte del sacerdote maronita ucciso nei giorni scorsi in Libano e di cui oggi si celebra il funerale. Padre Pierre El Raii era il parroco di Qlayaa ed è stato assassinato mentre stava soccorrendo un fedele che era rimasto ferito sotto un bombardamento.

Il papa ha ricordato che in arabo il cognome del sacerdote significa “pastore“, e lui è stato un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo facendo sacrifici, ad immagine di Gesù Buon Pastore. Auspica che “il suo sangue sia seme di pace per l’amato Libano” ed esorta per la pace in Iran e in tutto il Medioriente.

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