Nella prima Udienza Generale del nuovo anno, papa Leone XIV inizia un ciclo di catechesi alla riscoperta del Concilio Vaticano II e ad un approfondimento di esso.

Papa Leone XIV ha tenuto oggi, 7 gennaio, la prima Udienza Generale del nuovo anno, che si è svolta nell’Aula Paolo VI. Dopo le catechesi dell’Anno Giubilare, che vertevano sui misteri della vita di Gesù inizia ora un nuovo ciclo di catechesi. Queste si avranno come tema il Concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi documenti.
Il pontefice esprime il preciso intento di favorire un approfondimento su questo evento della Chiesa che san Giovanni Paolo II, da lui citato, definiva come “la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel XX secolo“. Nel 2025 si è ricordato l’anniversario dei 1700 anni del Concilio di Nicea e dei 60 anni del Concilio Vaticano II ed è importante conoscerlo a fondo “per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale“, afferma il papa.
Papa Leone XIV all’Udienza Generale: le catechesi per riscoprire il Concilio Vaticano II
È fondamentale conoscere nuovamente da vicini, attraverso i suoi documenti, il magistero del Concilio Vaticano II. Papa Leone con un precisointento di fare chiarezza sottolinea che è importante conoscerlo “non attraverso il sentito dire o delle interpretazioni che ne sono state date, ma rileggendo i suoi documenti e riflettendo sul loro contenuto“.

È il Magistero che ancora oggi costituisce “la stella polare del cammino della Chiesa“, come insegnava papa Benedetto XVI, dice il Santo Padre. Gli insegnamenti conciliari sono ancora completamente attuali anche in rapporto alle nuove istanze di fronte a cui è posta la Chiesa nella società globalizzata.
San Giovanni XXIII, quando l’11 ottobre 1962 aprì l’assise conciliare, ne parlò come dell'”albore di un giorno di luce per tutta la Chiesa“. Il Concilio Vaticano II, dopo una lunga e ricca rilfessione biblica, teologica, liturgica, che aveva attraversato il Novecento, “ha riscoperto il volto di Dio come Padre“, afferma il papa.
Gli obiettivi conciliari da conoscere e approfondire
Il Santo Padre si è soffermato sull’importanza di approfondire i documenti conciliari per conoscere meglio gli obiettivi che hanno animato il Concilio. “Ha guardato alla Chiesa alla luce di Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unità tra Dio e il suo popolo“, dice papa Leone.
“Ha avviato un’importante riforma liturgica mettendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il popolo di Dio“, altro grande obiettivo conciliare. Di fronte ai cambiamenti e alla sfide dell’epoca moderna ha posto la Chiesa “nel dialogo e nella corresponsabilità“, per esprimere una volontà di “aprire le braccia verso l’umanità“.
“La Chiesa si fa Parola, messaggio, colloquio“, questi i modi in cui si esprime nell’epoca post conciliare, “impegnandosi a cercare la verità attraverso la via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso“. È questo lo spirito, l’atteggiamento interiore, dice il papa, che deve caratterizzare la nostra vita spirituale e l’azione pastorale della Chiesa.
La necessità di unire passato, presente e futuro
Davanti alle sfide di oggi, sostiene il Santo Padre, siamo chiamati ad essere “attenti interpreti dei segni dei tempi e gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace“. Ai nostri tempi dobbiamo ancora “realizzare pienamente la riforma ecclesiale in chiave ministeriale“.
Papa Leone riprende anche le parole di papa Giovanni Paolo I quando era ancora vescovo, affermando che non è necessario tanto realizzare organismi, metodi o strutture, ma “santità più profonda ed estesa“. I tempi possono essere anche piuttosto lunghi, perchè “può essere che i frutti più copiosi di un Concilio si vedano dopo secoli e maturino superando faticosamente contrasti e situazioni avverse“, riflette.
Riscoprire il Concilio, dice il papa, ci aiuta a “ridare il primo posto a Dio e a una chiesa che sia pazza d’amore per il suo Signore“. Bisogna perciò unire il passato, con la “Tradizione, la storia, i Concili, di Dottori, i Santi“, il presente, il mondo di oggi con e sue miserie e i suoi dolori, i peccati e le prodigiose conquiste, e l’avvenire nell’appello dei popoli alla giustizia e alla pace.







