Papa Leone XIV all’Udienza Generale di oggi 25 marzo, sottolinea come il ministero sacerdotale ed episcopale sia un’istituzione divina che si fonda sulla carità di Cristo e si pone al servizio della Chiesa.

In questo mercoledì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, si è svolta come ogni settimana l’Udienza Generale di papa Leone XIV in piazza San Pietro.
Dopo una brevissima lettura dalla lettera agli Efesini di san Paolo il Santo Padre ha tenuto al sua catechesi continuando le riflessioni che già da oltre due mesi svolge circa l’approfondimento e la divulgazione dei documenti del Concilio Vaticano II per una più compiuta conoscenza.
Papa Leone XIV all’Udienza Generale: il fondamento della struttura gerarchica della Chiesa
Sempre analizzando la costituzione dogmatica Lumen gentium sulla Chiesa e la sua struttura, oggi il pontefice si è soffermato, dopo averla presentata nelle scorse settimane come “popolo di Dio”, a considerare la sua forma gerarchica.

Concentrandosi sul III capitolo del documento conciliare ha meditato affermando che “la Chiesa cattolica trova il suo fondamento negli apostoli voluti da Cristo“. Le ha definite “colonne vive del suo Corpo Mistico“. La dimensione gerarchica che ne costituisce la struttura è “al servizio dell’unità, della missione e della santificazione di tutte le membra“.
Esiste perciò l’Ordine sacro, che è fondato sugli apostoli “testimoni atutorevoli della Resurrezione di Gesù e inviati dal Signore stesso in missione nel mondo“. Sottolinea perciò l‘istituzione divina del ministero sacerdotale.
Come gli apostoli, i ministri ordinati, quindi i presbiteri e i vescovi, sono pertanto chiamati a custodire l’insegnamento salvifico di Gesù e “trasmettono il loro ministero a uomini che fino al ritorno di Cristo continuano a santificare, guidare e istruire la Chiesa grazie ai loro successori nella missione pastorale“.
Differenza tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune
La successione apostolica è fondata sul Vangelo e sulla Tradizione e nella Lumen gentium si trova approfondita al capitolo III. La struttura gerarchica della Chiesa, perciò, come insegna il Concilio, non è una costruzione umana, ma una divina istituzione volta a perpetuare la missione data dal Signore agli apostoli fino alla fine dei tempi.
L’attenzione è posta sul sacerdozio ministeriale che si distingue dal sacerdozio comune di tutti i battezzati. La differenza è essenziale e non solo di grado. Il minisetero viene trasmesso ad uomini che vengono investiti di “sacra potestas“.
Questo è per il servizio della Chiesa. Episcopato, presbiteriato e diaconato, gradi dell’unico sacramento dell’Ordine hanno pertanto un’origine sacra, quella del ministero apostolico che si fonda nell’azione di Gesù Buon Pastore.
Carattere collegiale del ministero apostolico
I compiti che hanno ricevuto i vescovi e in modo diverso i presbiteri e poi i diaconi, sono detti dal latino “munera“, che li portano al servizio di tutti coloro che appartengono al popolo di Dio per portarli al fine ultimo, la salvezza.
Come ricorda a più riprese la Lumen gentium c’è un carattere collegiale e comuniale di questa missione apostolica. È ribadito il concetto di servizio per quanto riguarfa l’ufficio che il Signore ha affidato ai ministri ordinati.
San Paolo VI ha pertanto presentato la gerarchia come nata dalla carità di Cristo per compiere, diffondere e garantire “la trasmissione intatta e feconda del tesoro di fede“.
In difesa della vita nel giorno dell’Annunciazione
Il Santo Padre ha esortato i pellegrini e i fedeli tutti a pregare in modo particolare per i vescovi e affinché ci siano vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.
In dialogo con i pellegrini polacchi ha ricordato che oggi in Polonia si celebra la Giornata della santità della vita. Ha sottolineato che iniziative di preghiera come quella dell’adozione spirituale di un bambino concepito, sono importanti per “difendere la vita dal concepimento al suo naturale tramonto“.
Inoltre, ha ricordato che oggi si celebra la solennità dell’Annunciazione del Signore, ed invitato a seguire l’esempio di Maria Santissima per compiere sempre la volontà di Dio.







