Papa Leone XIV all’Udienza Generale di oggi ha spiegato la necessità di conoscere Cristo attraverso la Sacra Scrittura per poter instaurare un rapporto di intimo dialogo con Dio.

Prendendo spunto da un brano della Prima Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi papa Leone XIV ha svolto, oggi 11 febbraio, la consueta Udienza Generale del mercoledì, che si è tenuta, come nelle scorse settimane in Aula Paolo VI.
Proseguendo con l’approfondimento sul Concilio Vaticano II, il pontefice si è soffermato in particolare su quanto espresso nel Capitolo VI della costituzione apostolica Dei Verbum e ha trattato del rapporto tra la Parola di Dio e la Chiesa tra cui c’è quello che ha definito un “legame profondo e vitale“.
Papa Leone XIV all’Udienza Generale: leggere la Parola di Dio per conoscere Cristo e dialogare con Dio
“Sotto l’ispirazione dello Spirito Santo la Bibbia è nata dal popolo di Dio e al popolo di Dio è destinata” dice il papa. Ha affermato che la Chiesa non smette mai di riflettere sul valore delle Sacre Scritture e che dopo il Concilio un momento molto importante al riguardo è stata l’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che si è svolta nel 2008 sul tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”.

Papa Benedetto XVI ne ha raccolto i frutti nell’esortazione post sinodale Verbum Domini dove ha affermato che “l’autentica ermeneutica della Bibbia non può che essere ecclesiale ed ha nel ‘sì’ di Maria il suo paradigma“.
Il fine della lettura della Parola di Dio è conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio. Citando san Girolamo ricorda che “l’ignoranza della Sacra Scrittura è ignoranza di Cristo“, ripetendo una sua celebre affermazione. Solo conoscendo davvero Cristo si può entrare in rapporto con Dio.
Il rapporto con Dio come dialogo e conversazione intima
Il rapporto con Dio, specifica il papa, può essere inteso “come una conversazione, un dialogo“. La Sacra Scrittura ci mostra infatti questo rapporto dialogico, in quanto Dio parla agli uomini come ad amici. Come avviene questo effettivamente?
Il Santo Padre spiega che questo accade “quando leggiamo la Bibbia in atteggiamento interiore di preghiera“. È allora che Dio “ci viene incontro ed entra in conversazione con noi“. La Sacra Scrittura è affidata alla Chiesa e da essa è custodita e spiegata in un ruolo perciò attivo.
È soporattutto durante la Messa che tutti sono chiamati ad abbeverarsi della Sacra Scrittura oltre che dei sacramenti. La Parola di Dio oltre a fornire un nutrimento essenziale spinge la Chiesa a muoversi al di là di se stessa e ad aprirsi alla missione verso tutti.
Circondati da tante parole vuote, anche quando sono sagge non toccano il nostro destino ultimo, non rispondono a fondo ai nostri bisogni più importanti. La Parola di Dio, invece, “viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita“, e inoltre, “è inesauribile“.
La preghiera per gli ammalati
L’invito del pontefice è a leggere frequentemente la Bibbia e ad “intensificare l’amichevole dialogo con il Padre” attraverso la lettura della liturgia quotidiana. Prima della recita della preghiera del Padre Nostro e della benedizione apostolica papa Leone ha voluto ricordare lla memoria liturgica dei santi Cirillo e Metodio che si celebrerà nei prossimi giorni, apostoli degli slavi e patroni d’Europa.
Ha esortato ad ispirarsi alla loro opera apostolica per la costruzione di una nuova unità del continente europeo per superare tensioni, divisioni e antagonismi religiosi e politici. Nel ricordare, poi, che oggi ricorre la memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, davanti alla statua ha sostato brevemente in preghiera prima dell’inizio dell’Udienza, ha ricordato che è anche la Giornata Mondiale del Malato.
A questo proposito ha annunciato che al termine dell’Udienza si sarebbe recato davanti alla rappresentazione della grotta di Lourdes che si trova nei Giardini Vaticani per accendere un cero alla Madonna e pregare per tutti gli ammalati.







