Morto due anni fa profetizza una guerra che parte dall’Ucraina

In questi giorni molti hanno provato a spiegare che già da tempo, purtroppo, c’erano i segnali del conflitto ai confini dell’Europail che significa che in un certo modo lo si sarebbe potuto evitare. Le parole del compianto giornalista mostrano uno spaccato impressionante. 

Nel suo intervento pubblico infatti prevedeva con assoluta precisione quanto poi, drammaticamente, è accaduto in territorio ucraino.

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A riguardarlo oggi si accappona la pelle, eppure in quel momento pochi avevano creduto alle sue parole, quasi nessuno. Giulietto Chiesa, giornalista di lungo corso scomparso nel 2020, durante il periodo di maggiore emergenza pandemica, a causa di un infarto, spesso veniva bollato di essere un “complottista” e un “catastrofista”.

Le parole che rimasero inascoltate

Eppure si trattava di un giornalista che sapeva vederci lungo, a volte più di gran parte dell’informazione interessata ad occuparsi di altri aspetti, di facciata, delle vicende del mondo. In un’intervento che sta facendo il giro della rete in queste ore, Chiesa affermava con certezza che da lì a poco la terza guerra mondiale avrebbe avuto inizio dall’Ucraina.

Purtroppo, l’attuale conflitto è stato avviato dalla Russia proprio in territorio ucraino, e si spera che questo dramma non si propaghi a tutto il resto del Pianeta. Allora era il 2015, ben sette anni fa, eppure il giornalista aveva già una sua idea molto chiara su quanto poi sarebbe avvenuto.

Negli anni in cui è stato corrispondente da Mosca per L’Unità e La Stampa, Chiesa aveva appreso molte cose che al resto dell’informazione sono rimaste sconosciute, ma nonostante si fosse prodigato in ogni modo per spiegarlo a tutti gli altri, non gli è stato dato ascolto. Nel video affermava: “Penso che noi siamo alla vigilia della guerra, di una grande guerra. Quello che sta accadendo sotto ai nostri occhi è – come qualcuno ha già detto – l’inizio della terza guerra mondiale”.

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Giulietto Chiesa – photo web source

La crisi in Crimea e i venti di guerra che sembravano già spirareta

Era appena passato un anno dall’invasione russa nel 2014 in Crimea e la conseguente annessione, e i paralleli moti rivoluzionari in Ucraina, culminati in piazza Euromaidan. Nelle parole del giornalista c’era purtroppo molta disillusione sulla possibilità di fermare il conflitto. “Possiamo fermarla, forse, ma credo che ci siano delle ragioni molto pressanti e che la probabilità che si compia è molto più alta di quella di evitarla”, spiegava.

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Fornendo anche una sua personale interpretazione su come sarebbe di fatto avvenuto l’attacco russo che avrebbe scombinato la pace in tutto il Pianeta. Non da tutti condivisa, ma in ogni caso chiara. Chiesa era infatti a suo modo un avversario del cosidetto “imperalismo americano”, e la sua visione era molto critica rispetto alle politiche dell’Occidente. “La crisi in Ucraina, sarò sintetico, non è una semplice crisi, è l’inizio dell’offensiva degli Stati Uniti d’America, e dell’Europa che ci ha creduto, contro la Russia”.

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Quello che emerge dalle sue parole è in sostanza la crisi ucraina avrebbe finito per rappresentare solamente un pretesto utile agli americani per scagliarsi ancora più violentemente contro la Russia di Putin. O meglio, per “un’offensiva diretta contro la Russia”. “L’Ucraina è stata usata come un bastone, un bastone per colpire la Russia“, affermava il giornalista. Speriamo che la sua profezia sulla guerra mondiale non si avveri, eppure il clima che viviamo si fa giorno dopo giorno più duro.

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